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Marina di Modica, l’erosione non è colpa del mare: la spiegazione tecnica fornita da una lettrice
01 Ott 2026 09:12
Nei giorni scorsi ci siamo occupati della situazione di pericolo che si è venuta a creare alla base della scalinata che conduce alla spiaggia di Marina di Modica, dove l’erosione del terreno ha interessato il tratto a ridosso delle strutture e dell’accesso all’arenile. Un fenomeno che ha suscitato la preoccupazione di alcuni residenti e che merita attenzione anche in relazione alle possibili cause che lo hanno determinato.
Sul tema riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da Emanuela Napolitano, che propone una lettura di carattere tecnico diversa da quella che attribuisce il fenomeno prevalentemente all’azione del mare. Secondo l’autrice, infatti, il progressivo asporto della sabbia sarebbe legato soprattutto al deflusso delle acque meteoriche provenienti dall’area urbana, con particolare riferimento alle modifiche apportate alla piazza e alla gestione delle acque piovane a seguito dei recenti interventi.
La lettera entra nel dettaglio degli aspetti idraulici e sostiene che la conformazione attuale dell’area possa favorire la concentrazione e l’accelerazione dei flussi durante gli eventi di pioggia intensa, con conseguenze sulla spiaggia e sulle strutture presenti alla base della scalinata.
Un ulteriore elemento di riflessione che potrebbe essere utile a chi di dovere per cercare una soluzione. Ecco la lettera integrale:
Gentile Direttore,
In merito all’articolo recentemente pubblicato sulla vostra testata riguardo al fenomeno di erosione costiera a ridosso di Piazza Mediterraneo a Marina di Modica, ritengo necessario offrire una precisazione tecnica. L’attuale narrazione, che attribuisce il crollo del profilo sabbioso all’azione del moto ondoso (erosione marina), confonde la causa con l’effetto. Le evidenze sul sito descrivono un classico fenomeno di erosione idraulica da terra, innescato da criticità strutturali nella gestione delle acque meteoriche.
Dal punto di vista idrodinamico, la recente riqualificazione e sopraelevazione della piazza ha radicalmente alterato il preesistente tempo di corrivazione e la capacità di invarianza idraulica dell’area. Precedentemente, l’afflusso meteorico proveniente per pendenza da Corso Mediterraneo impattava su una superficie che permetteva una parziale laminazione naturale del flusso, distribuendo l’energia cinetica dell’acqua su un’ampia sezione d’urto.
Con l’attuale assetto urbanistico si è generato un effetto “imbuto”: la sopraelevazione ha ridotto la sezione utile di deflusso, trasformando la sede stradale in un canale artificiale a cielo aperto. Durante gli eventi meteorologici intensi (i cosiddetti flash flood o bombe d’acqua), il volume d’acqua subisce una forte accelerazione geometrica. Questo flusso concentrato si converte in un run-off superficiale (ruscellamento) ad altissima energia cinetica, che scorre parallelamente alle attività commerciali.
La grata di raccolta posizionata al termine della pendenza si rivela idraulicamente insufficiente. In ingegneria idraulica è noto che, quando la velocità di approccio di un flusso supera una determinata soglia critica, la capacità di intercettazione delle caditoie a terra crolla drasticamente a causa del battente idrico che “salta” l’opera di captazione.
L’enorme volume d’acqua non intercettato si riversa sulla spiaggia sottostante originando un fenomeno di scouring (erosione localizzata). L’energia cinetica residua del flusso d’acqua dolce scalza il piede delle strutture balneari e delle scale, asportando il sedimento sabbioso e trasportandolo in mare per via solida. Si tratta a tutti gli effetti di un processo di degradazione geomorfologica indotta dall’urbanizzazione.
Inquadrare il problema come un fenomeno di competenza marittima devia l’attenzione dall’unica soluzione scientificamente valida: il ridimensionamento della rete di drenaggio urbano, la creazione di vasche di prima pioggia o di sistemi di dissipazione dell’energia idraulica a monte della spiaggia. Continuare a ignorare le leggi dell’invarianza idraulica condannerà la spiaggia di Marina di Modica a un sistematico e artificiale svuotamento sedimentario.
Lettera firmata,
Emanuela Napolitano
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