Cinque milioni per la norma “ammazza fumarole”: nuovi materiali e sostegni. Ecco i dettagli

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Illegale smaltire la fratta bruciandola, criminale per gli effetti sull’uomo e sull’ambiente: il risultato? Le fumarole.

Ma cos’è la fratta? Per semplificare, è il residuo delle raccolte che, per quanto riguarda l’ortofrutta, contiene però una parte di plastica: i fili e i ganci che servono a sostenere le piantine nella crescita. Il problema è che si tratta di materiale plastico non riutilizzabile e che avrebbe dei costi enormi per le aziende, separare dai rifiuti vegetali. Così c’è ancora chi, in barba alla legge, decide di bruciare tutto.

In commissione Bilancio all’Ars, è stato approvato un emendamento ad un disegno di legge, che potrebbe offrire delle soluzioni per eliminare o almeno attenuare il fenomeno delle fumarole.

Una posta da 5 milioni di euro che, secondo quanto riferisce il sindaco di Acate, Gianfranco Fidone, (primo cittadino in un territorio che assieme a quelli di Vittoria e Santa Croce, è particolarmente sensibile alla problematica) potrebbe supportare le aziende agricole in una svolta più sostenibile: l’emendamento prevede un contributo pari all’80% dei costi sostenuti dagli operatori serricoli per l’acquisto di fili, clips e materiali biodegradabili o riciclabili destinati al sostegno dei palchi di ortofrutta, per il trasporto e il conferimento degli scarti vegetali, la cosiddetta “fratta”, nei centri di stoccaggio autorizzati e per l’acquisto di mezzi destinati alla triturazione degli scarti direttamente in azienda.

In sostanza, l’eliminazione della plastica dai residui permetterebbe anche di riciclare gli scarti vegetali conferendoli negli impianti (dove deve essere conferito materiale ripulito dalla plastica) o triturandoli direttamente in azienda ed eliminare i roghi selvaggi   

“La norma – scrive Fidone – autorizza una spesa di 5 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2026. Le risorse effettivamente utilizzabili entro il mese di dicembre ammontano però a 1 milione di euro, considerati i tempi a disposizione per l’attuazione della misura. È importante che adesso si proceda rapidamente con il decreto dell’assessore regionale per l’Agricoltura, che dovrà definire le modalità di applicazione. Abbiamo bisogno di trasformare quanto approvato in un sostegno concreto per le nostre aziende, soprattutto in un territorio come quello di Acate, dove il comparto serricolo rappresenta una componente fondamentale dell’economia locale”. Fidone ha ringraziato l’onorevole Nello Dipasquale Pd per la presentazione della proposta e, per il sostegno alla stessa, gli onorevoli Giuseppe Lombardo MPA e Ignazio Abbate DC

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