All’ospedale “R. Guzzardi” di Vittoria è operativo il nuovo servizio di Chirurgia Vascolare interventistica, un’importante novità per l’offerta sanitaria dell’ASP di Ragusa che permette di eseguire direttamente in provincia procedure vascolari complesse finora potenzialmente legate al trasferimento dei pazienti a Catania. Il servizio, promosso dal responsabile della Divisione di Chirurgia Vascolare, dott. Andrea Li Destri, […]
Due Comuni ragusani condividono un primato che non passa inosservato
29 Set 2026 11:35
Un colore che comincia a contagiare. E’ il “rosa”, il colore delle quote tutte al femminile che danno luminosità alla politica non più appannaggio solo degli uomini ma coinvolgente anche per le donne; donne sempre in prima linea nelle battaglie per una società più equa, solidale e propositiva.
Dopo Ispica, che nelle ultime amministrative del giugno scorso si è presentata al traguardo dello spoglio con un dato importante (quello di otto consiglieri maschi ed otto consigliere donne) ora anche Scicli raggiunge questo primato e fa salire a due il numero dei Comuni iblei in cui il dato è ancorato in parità. Scicli lo fatto ieri sera quando ha visto rafforzare la presenza femminile in seno ad un’istituzione che, per molti casi, è appannaggio del sesso maschile, quella del civica assise.
Sedici consiglieri comunali, otto di questi sono donne: Desirè Ficili che ricopre il ruolo di presidente del Consiglio comunale, Debora Iurato, Sabrina Micarelli, Licia Mirabella, Marianna Buscema, Caterina Riccotti, Consuelo Pacetto, Francesca Schirò. Questi i nomi del gruppo femminile che rappresenta metà del Consiglio comunale in una città dove il ruolo della donna è stato particolarmente apprezzato, condiviso e soprattutto vissuto. Scicli è la città che, a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso precisamente nel 1959, con una propria figura femminile, Carmelina Trovato particolarmente attiva nella Camera del Lavoro e nella Cgil, accolse assieme agli amministratori di allora la folta comitiva composta da Pier Paolo Pasolini, Carlo Levi, Renato Guttuso, Giancarlo Pajetta, Maria Antonietta Macciocchi i quali non solo ebbe a visitare non solo le grotte (all’epoca abitate) di Chiafura ma si intestò un progetto per dare dignità abitativa a quelle famiglie che vivevano in uno stato disagiato, senza luce, acqua corrente e senza servizi igienici. Fu allora che iniziò la battaglia che portò alla costruzione delle case popolari al villaggio Jungi. E negli anni le donne a Scicli hanno scritto pagine di storia: chi nella politica, chi nel sindacato, chi nel volontariato. Basti pensare l’attivismo delle Volontarie Vincenziane (che ieri hanno festeggiato il loro faro mondiale della carità San Vincenzo de’ Paoli) presenti in città fin dal 1915; più di un secolo di vita per un gruppo che ha saputo raccogliere, interpretare e soddisfare le esigenze di tante famiglie nel bisogno.
Politica e volontariato, nella Scicli di un tempo e nella Scicli di oggi, si riescono a sposare dando risposte concrete alla comunità, sia fatta di giovani che di anziani. In Sicilia, oltre che nei Comuni di Scicli ed Ispica, c’è anche quello di Ribera il quale, anzi, và oltre; l’elenco ufficiale pubblicato dal Comune agrigentino conta nove consigliere donne e sette consiglieri uomini con una percentuale che supera la parità ed assesta quel consiglio comunale al dato del 56,25 per cento. Il Comune di Carini aveva raggiunto una parità in aula nel 2025 con dodici consiglieri maschi e dodici femmine ma, dopo le elezioni amministrative del giugno scorso, ha perso quel primato calando nel 2026 di parecchio il numero della rappresentanza femminile in aula.
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