Famiglie sole e fondi fermi per i caregiver: nel Ragusano solo Vittoria si muove

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In provincia di Ragusa, sul sostegno ai caregiver familiari tre distretti socio-sanitari iblei, soltanto quello di Vittoria ha pubblicato l’avviso per accedere alle risorse riferite all’annualità 2022. Ragusa e Modica, secondo il monitoraggio condotto dallo Spi Cgil Sicilia, risultano invece ancora assenti. E non si tratta di una dimenticanza burocratica su una pratica marginale: parliamo di famiglie che ogni giorno assistono persone con disabilità grave o gravissima, spesso sostituendosi di fatto, per ore e per anni, a un sistema pubblico che non sempre riesce a garantire risposte adeguate.

Il paradosso è che le somme sono state ripartite da tempo. Il 16 luglio scorso la Regione Siciliana ha annunciato lo stanziamento di 2.035.212,87 euro per i caregiver familiari, risorse provenienti dal Fondo nazionale e distribuite tra i distretti socio-sanitari dell’Isola. Il 65 per cento è destinato a chi assiste persone con disabilità grave, il restante 35 per cento ai caregiver di persone con disabilità gravissima. Ma dietro l’annuncio resta una circostanza difficile da ignorare: quelle risorse fanno riferimento al 2022. Nel 2026 si stanno quindi ancora mettendo in moto procedure per fondi di quattro anni prima. E se il trasferimento delle somme ai territori dovrebbe rappresentare il punto di partenza, senza gli avvisi dei distretti le famiglie non possono neppure presentare la propria istanza.

È qui che il caso ragusano assume un significato politico e amministrativo preciso. Vittoria si è mossa. Gli altri due distretti no, almeno fino al momento fotografato dal monitoraggio sindacale. Una differenza che lascia aperta una domanda inevitabile: perché davanti a un problema sociale di questa portata non si è proceduto con la stessa tempestività in tutta la provincia? Non si parla di un contributo accessorio, ma del riconoscimento, per quanto economicamente limitato, di un lavoro di cura che ricade interamente sulle famiglie e che spesso significa rinunciare al lavoro, al tempo libero e perfino a una normale organizzazione della propria vita.

Il quadro siciliano, del resto, non appare molto più rassicurante. Secondo lo Spi Cgil, solo 21 dei 55 distretti socio-sanitari dell’Isola avrebbero finora pubblicato l’avviso relativo ai fondi 2022. Tra i capoluoghi, sempre secondo la ricognizione sindacale, si sarebbero mossi soltanto Trapani e Messina. Una macchina amministrativa a velocità diverse, nella quale il diritto concreto delle famiglie finisce così per dipendere anche dalla rapidità del distretto nel quale si vive.

C’è poi la questione delle cifre. Lo Spi Cgil Sicilia stima che il bonus una tantum possa in molti casi fermarsi attorno agli 80 euro, perché l’importo effettivo dipenderà dal numero delle domande presentate in ciascun distretto. È uno dei punti più contestati dal sindacato, che chiede alla Regione di integrare con proprie risorse il fondo nazionale e di uniformare criteri e procedure. La Regione, dal canto suo, nel provvedimento di luglio ha sottolineato la volontà di trasferire rapidamente le somme ai distretti perché possano raggiungere i beneficiari. Il nodo, tuttavia, è proprio ciò che accade dopo il trasferimento: se l’avviso non viene pubblicato, la misura resta sulla carta.

Ed è forse questo l’aspetto più grave della vicenda. Mentre si discute di riconoscimento dei caregiver, le famiglie continuano ad attendere perfino l’apertura delle procedure relative a quattro anni fa.

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