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“Tu non sali, devono salire quelli di Palermo”: l’autista Ast lascia a terra una studentessa vittoriese di 15 anni
21 Set 2026 11:57
Una ragazzina di 15 anni non sale sull’autobus perché l’autista glielo impedisce. “Tu non sali, devono salire quelli di Palermo”: le porte dell’autobus si chiudono e l’autista riparte, lasciando a terra una ragazzina di 15 anni, che frequenta la scuola a Modica e che viaggia ogni giorno sulla tratta che collega le due città. Anche quel giorno, la giovane studentessa sarebbe dovuta tornare nella sua città, Vittoria.
L’episodio si è verificato il 17 settembre, alla fermata di corso Umberto. La studentessa ha dovuto attendere più di due ore prima di poter salire su un pullman che la riportasse a casa. Il padre ha inviato un reclamo alla direzione generale dell’Ast. Secondo il genitore, ciò che si è verificato è gravissimo. “Siamo di fronte a un rifiuto illegittimo di prestazione di servizio pubblico – spiega – è stata violata la Carta dei servizi e degli obblighi del servizio pubblico di linea perché l’autista non ha alcuna facoltà di selezionare i passeggeri in base alla loro destinazione. Per di più, la persona lasciata a terra è una minorenne, una ragazzina di appena 15 anni, che è stata lasciata sola, senza custodia per più di due ore. Ricordo peraltro che il gestore di un pubblico servizio frequentato da studenti ha gli obblighi di tutela e sorveglianza”.
Il padre chiede all’azienda di identificare l’autista dell’autobus e di avviare – se del caso- un provvedimento disciplinare e di avere un riscontro scritto da parte dell’azienda”.
“Ciò che è accaduto è gravissimo – risponde il responsabile della sede di Modica, Giuseppe Montalbano – fatti del genere non devono accadere. Stiamo verificando chi fosse l’autista in servizio su quella tratta il 17 gennaio. Se si tratta di un dipendente Ast, dopo le verifiche, si procederà con un provvedimento disciplinare. Alcune volte la nostra azienda garantisce il servizio attraverso degli autobus presi a nolo. Se così fosse chiederemo all’azienda maggiore severità e attenzione. Bisogna evitare che episodi come questo possano ripetersi ancora”.
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