La Sicilia richiama i giovani dice il Presidente Schifani: ma a Ragusa succede qualcosa di diverso

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C’è una frase che, letta così, fa bene: quasi dodicimila giovani sono tornati in Sicilia negli ultimi cinque anni. L’ha pronunciata il presidente della Regione Renato Schifani il 19 settembre, durante un incontro con l’Agesci. Dentro quel numero c’è l’immagine che da anni la Sicilia vorrebbe vedere: le valigie che finalmente fanno il viaggio contrario.

Il dato esiste davvero. Sono 11.908 siciliani tra i 18 e i 39 anni rientrati dall’estero tra il 2021 e il 2025, secondo un’elaborazione della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro su dati Istat. Ma quando si scende fino alla provincia di Ragusa, la fotografia cambia.

Nel Ragusano, nello stesso quinquennio, sono tornati dall’estero 857 giovani. Un dato in forte crescita rispetto ai cinque anni precedenti. Ma nello stesso periodo 2.377 under 40 sono partiti. Tradotto: mentre uno tornava, quasi tre prendevano la strada opposta. Il saldo è negativo di 1.520 giovani. E Ragusa registra il rapporto più basso dell’Isola tra rientri ed espatri: poco più di 36 ritorni ogni cento partenze.

C’è poi un’altra questione. Tornare non significa automaticamente aver trovato qui un lavoro migliore. Lo stesso studio nazionale mostra che molti rientri sono legati a motivi familiari o personali e solo una parte nasce da una nuova opportunità professionale già trovata prima del ritorno.

E il mercato del lavoro ragusano racconta un territorio che assume, ma soprattutto nei servizi, nel commercio, nel turismo, nella ristorazione, nelle costruzioni e nelle professioni operative. Nei tre mesi tra luglio e settembre sono stati programmati oltre 11 mila ingressi, mentre le figure più qualificate rappresentano una quota molto più ridotta.

C’è infine un pezzo della storia che quei dodicimila non raccontano affatto: chi lascia Ragusa per Milano, Bologna, Torino o altre città italiane. Il dato considera soltanto i movimenti da e verso l’estero. Eppure Istat segnala che gran parte della perdita di giovani laureati del Mezzogiorno avviene proprio verso il Centro-Nord.

Per questo la domanda vera non è soltanto quanti tornano. È un’altra: quanti riescono davvero a restare? Gli 857 rientri nel Ragusano sono una buona notizia. Ma finché nello stesso periodo a partire saranno quasi tremila, il problema non potrà dirsi risolto. Perché il vero successo non sarà contare i giovani quando rientrano. Sarà smettere di contarli quando se ne vanno.

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