Ragusa, il lato oscuro delle assunzioni: 10 milioni persi per contratti irregolari. La proposta della CGIL

Oltre 102 mila assunzioni e circa 70 mila lavoratori coinvolti, ma dietro questi numeri si nasconde una realtà inquietante. Il dumping contrattuale sottrae salari ai lavoratori, risorse allo Stato e qualità al mercato del lavoro. Giuseppe Roccuzzo, segretario generale della CGIL Ragusa, ha portato al CNEL questa denuncia durante l’audizione per il Rapporto annuale su mercato del lavoro e contrattazione collettiva, sottolineando l’urgenza di un intervento strutturale.

Il mercato del lavoro a Ragusa tra precarietà e irregolarità

Nel 2024 il mercato del lavoro della provincia di Ragusa è stato dominato dai contratti a tempo determinato, con una concentrazione superiore al 51% nel settore agricolo. I contratti a tempo indeterminato si fermano al 7%, e un terzo di questi termina entro l’anno. La qualità dei contratti applicati rappresenta la vera emergenza: la maggioranza dei lavoratori è sotto contratti maggiormente rappresentativi, ma una quota significativa riguarda i cosiddetti contratti “pirata”, circa 2.440 assunzioni, e circa 20 mila lavoratori risultano con contratti segnalati con codici CD o ND, indicanti rispettivamente contratti non presenti nel sistema informatico e assenza totale di contratto. Questa anomalia consente alle aziende di applicare tre contratti diversi tra Centro per l’Impiego, busta paga e flussi Uniemens senza incorrere in sanzioni, minando la legalità e la trasparenza del mercato.

Impatto economico: milioni sottratti ai lavoratori

L’analisi effettuata dalla CGIL su 2.102 lavoratori evidenzia una perdita media annua di 5.000 euro per ciascuno. Complessivamente, per la sola provincia di Ragusa, la stima dei salari sottratti supera gli 8 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 1,43 milioni di minori entrate Irpef e 3,47 milioni di contributi previdenziali INPS, per un totale di 10,5 milioni di euro sottratti al monte retributivo provinciale.

La proposta della CGIL: DURC contributivo e contrattuale

Per combattere il dumping contrattuale, la CGIL Ragusa ha proposto di integrare il DURCC con l’indicazione del contratto collettivo applicato, creando un DURC contributivo e contrattuale. Questo strumento permetterebbe alle stazioni appaltanti e alle aziende sanitarie di verificare non solo la regolarità contributiva delle imprese, ma anche la corretta applicazione dei contratti, impedendo che aziende risultino formalmente in regola mentre violano la dignità del lavoro. Giuseppe Roccuzzo ha sottolineato come la legalità non possa essere parziale, perché la tutela del lavoro è un valore costituzionale. Il CNEL ha accolto con interesse la proposta, valutandone l’inserimento nel quadro delle iniziative legislative in corso.

Monitoraggio e prospettive future

L’audizione al CNEL rappresenta un riconoscimento del lavoro della CGIL Ragusa e segna l’inizio di un monitoraggio strutturale del fenomeno, con un secondo report già in preparazione per il 2025. Secondo Roccuzzo, il dumping contrattuale non è un fenomeno marginale ma incide profondamente sulla qualità della democrazia economica, rendendo urgente la protezione dei salari e della contrattazione collettiva come strumenti di equità e trasparenza.

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