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Casa Quasimodo: la Regione chiude l’iter di un traguardo per Modica tra cultura e… ironie
23 Apr 2026 10:07
È arrivata l’ufficialità: la Regione Siciliana ha concluso l’iter per l’acquisizione della casa natale di Salvatore Quasimodo a Modica. Un passaggio atteso da anni che segna un punto fermo nella valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.
La novità delle ultime ore certifica la chiusura di una trattativa lunga e complessa, che porterà l’immobile – situato nel cuore del centro storico – nel patrimonio pubblico regionale. Un’operazione che guarda non solo alla tutela della memoria, ma anche alla creazione di nuove opportunità turistiche, con l’idea di collegare la casa al Castello dei Conti attraverso un percorso integrato.
La vicenda parte ufficialmente nel 2021, quando la Regione, allora guidata da Nello Musumeci, avviò le procedure per l’acquisizione, ipotizzando uno stanziamento complessivo di circa un milione di euro tra acquisto e valorizzazione. Nello stesso anno, una prima stima tecnica ridusse il valore dell’immobile a circa 220 mila euro, aprendo una fase di trattativa con i proprietari. Nel 2024, la finanziaria regionale inserì una voce da 400 mila euro per completare l’operazione, segno di un percorso ancora in evoluzione.
Oggi si arriva alla cifra definitiva di 259 mila euro, con la chiusura dell’iter e il passaggio formale alla Regione. Un cammino fatto di aggiustamenti e mediazioni, che nel tempo ha ridimensionato le cifre ma non l’obiettivo.
L’acquisizione punta a rafforzare il ruolo della casa museo come polo culturale, inserendola in un sistema più ampio che valorizzi i luoghi simbolo della città. L’idea è quella di costruire un itinerario capace di unire storia, arte e letteratura, rendendo Modica ancora più attrattiva sul piano turistico.
In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni dell’onorevole Ignazio Abbate, che ha sottolineato l’importanza dell’operazione e il lavoro svolto negli anni per arrivare a questo risultato. Un intervento politico che resta però sullo sfondo di una vicenda più ampia, fatta di passaggi tecnici, scelte amministrative e una lunga trattativa. L’on. Abbate fa sapere anche che per garantire stabilità, la gestione rimarrà affidata alla Cooperativa Proserpina fino al 31 dicembre 2027.

E poi c’è l’aspetto più curioso, quello che negli anni ha alimentato dibattiti e anche qualche sorriso: secondo diverse ricostruzioni, Salvatore Quasimodo non sarebbe nato né vissuto nella casa di via Posterla. Il poeta sarebbe venuto al mondo in un vagone ferroviario adibito a ufficio postale e avrebbe lasciato Modica dopo pochissimi giorni.
Una circostanza che, letta oggi, assume quasi i toni di una beffa poetica. Del resto, fu lo stesso Quasimodo a scrivere nella sua poesia “Lamento per il Sud” versi che suonano come un distacco definitivo:
“Mai più nessuno mi porterà nel Sud…”
Parole che oggi risuonano con una certa ironia, se si pensa che proprio quel Sud continua invece a riportarlo al centro della scena, tra memoria, identità e investimenti pubblici.
Al di là delle ricostruzioni storiche e delle inevitabili polemiche, resta il dato principale: Modica si dota di un nuovo tassello nel suo patrimonio culturale. Un luogo simbolico che, vero o presunto che sia il legame diretto con la nascita del poeta, rappresenta comunque un riferimento forte per la città e per la sua storia.
Perché, in fondo, al di là delle coordinate precise di una nascita, ciò che conta è il legame culturale. E su questo non ci sono dubbi: Salvatore Quasimodo appartiene a Modica. E Modica, oggi più che mai, ha scelto di prendersene cura.
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