Perché molti denigrano i ragazzi che manifestano?

La rubrica dello psicologo a cura di Cesare Ammendola

In tutta Italia. Appena tre giorni fa. Migliaia di ragazze e ragazzi, toccati dalla tragedia che si consuma quotidianamente a Gaza, hanno manifestato pacificamente e civilmente nelle piazze. Anche qui, da noi. Hanno preparato cartelloni e discorsi, hanno trovato il coraggio di parlare da un palco.

Io lavoro con loro da anni. Quotidianamente. Lo sguardo di uno psicologo non può ignorare la bellezza del loro condividere in gruppo idee e slanci emotivi e civili. 

Ma è così difficile da capire? La smettano di denigrarli! Non li conoscono. Chi dice che tutte le ragazze e i ragazzi nelle piazze di lunedì erano vandali più o meno violenti, semplicemente felici di non fare lezione o usati politicamente (contro il governo) o ideologicamente “antisemiti” o schierati da anni con i palestinesi (e persino tolleranti con i terroristi), non sanno che le ragazze e i ragazzi di oggi non leggono i giornali, non guardano la TV, non seguono la politica, sono liberi, nel bene e nel male, nei pensieri, e si informano attraverso le foto e le didascalie sui social, e, dinanzi all’ennesima foto di un bambino che scappa tra macerie e sangue (con la sorella di nove mesi sulle spalle), si ricordano di essere più umani di molti di noi adulti, i saggi del millennio scorso. 

Chi squalifica le ragazze e i ragazzi non parla con loro. Non sa che la maggior parte manifesterebbe comunque, anche se, per nazionalità, quelle migliaia di bambini nelle foto fossero di un altro pianeta del sistema solare.

Ovviamente, per inciso, la minoranza di facinorosi estremisti infiltrati (a Milano innanzitutto) la disapproviamo senza esitazioni.

Infine confesso che ho apprezzato in tal senso l’adesione pubblica del primo cittadino. Dopo anni, questa sua iniziativa mi ha ricordato perché, mio malgrado, mi piace Cassì. 

Lo stimo, il che non significa che io lo voti. Egli è infatti un politico superiore alle stesse contraddizioni che incarna. Il civismo delle idee ancora gli scappa un po’ dal cuore e dall’anima. Così. In scioltezza. Come un lungolinea di Alcaraz su un invito di Sigmund Freud. Un colpo che non ti aspetti. Fuori spartito.

Infatti, forse con questa sua scelta ha scontentato un po’ tutti, a destra e a sinistra, e un minimo anche al centro. E il fatto che scontenti tutti, nel paese in cui abbiamo devoluto i cervelli alle faziosità, è la prova definitiva che la sua decisione personale per lunedì è stata una scelta non meno che ontelligente.

Come quella di migliaia di ragazze e ragazzi che per un giorno sino diventati docenti. E hanno fatto lezione all’aperto a noi adulti dalla cattedra delle coscienze e delle idee.

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