La nuova didattica. Al “Vittorini” di Scicli la scuola si fa futuro e crea l’aula immersiva

La nuova didattica. Al “Vittorini” di Scicli la scuola si fa futuro e crea l’aula immersiva

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Una sperimentazione che và oltre le aspettative, che mira a “nutrire” i ragazzi con una nuova tipologia di apprendimento. L’Istituto comprensivo “Elio Vittorini”, retto da anni dall’attenta e propositiva dirigente scolastica Marisa Cannata, si ferma e racconta. Racconta cosa sta succedendo in questa scuola del profondo sud che tale non è per le sue sempre più incisive iniziative in favore dei ragazzi. “Scicli ha lo sguardo puntato avanti – spiega l’animatore digitale, il professore Massimo Barbini – nella nostra scuola l’istruzione non è più solo banchi, libri, lavagne. Già da due anni la nostra scuola ha adottato una ‘didattica per ambienti di apprendimento’. Oggi, a questa, si aggiunge un nuovo strumento che arricchisce la nostra didattica rafforzando l’esperienza, l’immersione e la sperimentazione. Ha preso vita, infatti, l’aula immersiva, uno spazio didattico all’avanguardia che integra le tecnologie della realtà virtuale e aumentata. Non per gioco, sia chiaro, ma per rendere più efficace l’apprendimento. Perché oggi, lo dicono i dati e lo confermano le esperienze sul campo, imparare non significa solo ascoltare o leggere, ma vivere ciò che si studia”.

Massimo Barbini spiega come tutto ciò è possibile.

“In questa aula immersiva è possibile camminare tra le strade di Parigi durante la Rivoluzione Francese, osservare il cuore umano battere davanti ai propri occhi, esplorare i pianeti come fossero oggetti tridimensionali nel palmo della mano. Non è fantascienza. È scuola. È didattica. E non sorprende, allora, che l’entusiasmo tra gli studenti sia alto, tangibile. Che l’attenzione aumenti. Che la curiosità si riaccenda. Ma non è solo una questione di stupore. C’è una logica ben precisa: l’esperienza vissuta attiva l’emotività, e ciò che emoziona, si fissa nella memoria. È questo il cuore del metodo immersivo. I vantaggi? Numerosi. Non solo si comprende meglio, ma si ricorda più a lungo. Si allenano abilità complesse: la gestione del rischio, il problem-solving, la collaborazione tra pari. Si possono simulare scenari critici, un terremoto, una situazione di emergenza, ed imparare a reagire, senza rischi. Di fatto l’aula immersiva è un vero strumento pedagogico che trasforma l’alunno in costruttore del proprio percorso di apprendimento”.

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