Lo scempio del bosco di Santo Pietro, in territorio di Caltagirone, dove circa 80 querce da sughero sono state decorticate illegalmente, ha suscitato l’indignazione anche da parte del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle regionale, che ha presentato un’interrogazione all’Ars per sollecitare interventi dal governo Musumeci.
“Le guardie ittico venatorie ambientali Eps di Catania – così riassumono i fatti il capogruppo M5S Francesco Cappello e Stefania Campo, componente della commissione Ambiente – hanno sottoposto all’attenzione delle autorità competenti della Procura di Caltagirone e della stampa la violenta decorticazione di circa 80 querce del Bosco di Santo Pietro da parte di ignoti in assenza di qualsiasi autorizzazione e in violazione dei regimi di tutela ambientale. Una selvaggia aggressione a un patrimonio naturalistico di grande pregio che consegna al peggiore destino queste piante, causando un danno irreversibile”.
Sulla vicenda si è espresso anche il deputato di alla Camera, Gianluca Rizzo, che sottolinea l’importanza del bosco. “Il Bosco di Santo Pietro – afferma Rizzo – è Sito di importanza comunitaria (Sic), designato quale Zona speciale di conservazione (Zsc) ed è indiscutibile il notevole valore scientifico-naturalistico per l’indice di biodiversità di flora e fauna, anche rara, che in esso resiste e si conserva; nonostante il progressivo degrado a cui sembra avviato a causa degli incendi dolosi, il pascolo eccessivo, le prospezioni petrolifere, l’incuria o l’impotenza amministrativa, il Bosco di Santo Pietro rappresenta il più vasto residuo di sughereta della Sicilia centro meridionale”.
“Non c’è dubbio che si debba aumentare – suggeriscono Campo e Cappello – il livello di sorveglianza in tutte le sugherete regionali rimaste, anche attraverso un aumento delle competenze e della preparazione della figura dell’operaio forestale. Nell’interrogazione chiediamo al presidente della Regione e agli assessori regionali dell’Agricoltura e del Territorio e Ambiente se siano a conoscenza del recente episodio di decorticazione selvaggia e quali iniziative intendano intraprendere con urgenza per far fronte alle emergenze naturalistiche presenti nelle sugherete regionali. Chiediamo inoltre se non ritengano necessario aumentare il livello di sorveglianza all’interno delle sugherete, sia attraverso l’ausilio di sistemi di videosorveglianza di nuova generazione (per esempio foto-trappole), sia attraverso l’incremento delle competenze degli operai forestali o la stipula di appositi protocolli d’intesa tra gli enti preposti al controllo ambientale del territorio in cui ricade il sito (corpo forestale, polizia provinciale e guardie venatorie), coinvolgendo anche le associazioni ambientaliste presenti sul territorio. Da considerare, inoltre, la riqualificazione delle aree degradate dei boschi. Infine, sul piano amministrativo, chiediamo di sapere per quale motivo le autorità non abbiano ancora proceduto alla riemanazione del decreto istitutivo della Riserva naturale orientata Bosco di Santo Pietro in quanto, per un vizio di forma, la Riserva, istituita e perimetrata nel 1999, è decaduta nel 2006 e al momento risulta non ancora re-istituita”.
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