Solo umanità: Ragusa unita per la popolazione di Gaza. Chieste più sanzioni a Israele e bandiera palestinese in Municipio, la piazza iblea sfida il Governo

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Oggi, 22 settembre 2025, Ragusa ha aderito alla giornata di protesta nazionale di 24 ore indetta da USB e dai sindacati di base per esprimere solidarietà alla popolazione civile della Striscia di Gaza. La mobilitazione, seconda dopo quella del 19 settembre, ha coinvolto lavoratori di diversi settori: ferrovie, trasporto pubblico locale, porti, taxi, personale scolastico e universitario, mentre il settore aereo resta escluso.

Piazza Poste, a Ragusa il sit-in ha visto la partecipazione di oltre mille cittadini, tra studenti, associazioni e rappresentanti politici locali. Dal palco si sono susseguiti 25 interventi, con contributi di esponenti del Movimento Cinque Stelle, del PD e di Michele Mililli per USB.

Secondo il comunicato diffuso dal sindacato USB, l’astensione dal lavoro è stata indetta: “in risposta al genocidio in corso nella Striscia di Gaza, al blocco degli aiuti umanitari da parte dell’esercito israeliano e alle minacce contro la missione internazionale Global Sumund Flotilla, con a bordo anche lavoratori e sindacalisti italiani impegnati nel portare derrate alimentari e beni di prima necessità”.

Le sigle sindacali autonome chiedono inoltre sanzioni a Israele e la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali.

Il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, ha aderito idealmente alla protesta, sottolineando sui social: “La violenza, l’orrore indiscriminato: a Gaza è in corso uno sterminio inaccettabile… di fronte a questa strage non possono esserci divisioni ideologiche ma solo umanità”. Un’adesione che ha suscitato qualche commento sui social considerato che lo sciopero nei fatti è un’iniziativa politica contro il Governo nazionale composto anche dal partito, Forza Italia, a cui ha recentemente aderito Cassì. E a proposito di polemiche, sono arrivati fischi, da un gruppo di partecipanti, durante l’intervento pubblico dell’on. Nello Dipasquale del Partito Democratico che ha poi deciso di interrompere i tempi del suo intervento sottolineando anche la necessità di poter garantire l’espressione a tutti del proprio pensiero.

Durante il sit-in, alcuni ristoranti e aziende hanno chiuso temporaneamente le proprie attività in segno di vicinanza, mentre Michele Mililli ha chiesto all’amministrazione comunale di esporre la bandiera palestinese dal balcone del municipio. Inoltre, è stato redatto un documento che è stato consegnato al Prefetto affinché le istanze vengono portate a conoscenza anche del Governo Nazionale. 

La protesta nazionale ha coinvolto quasi 80 piazze in tutta Italia, con l’obiettivo di dare voce alla solidarietà verso i civili palestinesi e richiamare l’attenzione del governo e della comunità internazionale sulla crisi umanitaria.

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