Scuole iblee, uno studente su sette è straniero: Ragusa prima nel Mezzogiorno

Scuole iblee, uno studente su sette è straniero: Ragusa prima nel Mezzogiorno

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

La provincia di Ragusa ha la più alta percentuale di studenti con cittadinanza non italiana di tutto il Mezzogiorno. Sono il 14,2% degli iscritti, quasi uno ogni sette, contro una media nazionale dell’11,8%. È quanto emerge dall’elaborazione pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, sui dati del ministero dell’Istruzione relativi all’anno scolastico 2024/2025. Ragusa occupa il 41° posto nella graduatoria delle province italiane, ma è la prima del Sud e delle Isole. La distanza rispetto al resto della Sicilia è notevole: Trapani si ferma al 5,4%, Siracusa al 4,6%, Catania al 3,3% e Palermo al 3%. Per trovare percentuali simili a quelle ragusane bisogna guardare soprattutto alle province del Centro-Nord, dove la presenza degli alunni stranieri è generalmente più elevata. In testa alla classifica nazionale c’è Prato, con il 29,4%.

A Ragusa si concentra più di un quinto degli studenti stranieri siciliani

La particolarità della provincia emerge anche dai numeri assoluti. Nell’anno scolastico 2024/2025 gli studenti con cittadinanza non italiana erano 6.689, secondo i dati ministeriali. Nell’intera regione se ne contavano 30.977. Significa che il 21,6% degli alunni stranieri siciliani frequentava una scuola del ragusano. Le due percentuali, 14,2% e 21,6%, misurano cose diverse. La prima indica quanti studenti stranieri ci sono rispetto a tutti gli iscritti della provincia. La seconda indica quanti degli studenti stranieri presenti in Sicilia frequentano una scuola della provincia di Ragusa. In entrambi i casi il dato colloca Ragusa al primo posto nell’Isola. Non si tratta di un fenomeno recente.

Già nell’anno scolastico 2021/2022, secondo l’Ufficio scolastico regionale, gli alunni con cittadinanza non italiana erano 6.368 su 46.879 iscritti, pari al 13,6%. I valori delle due rilevazioni non costituiscono da soli una serie storica perfettamente omogenea, ma confermano che la presenza degli studenti stranieri è una caratteristica consolidata della scuola ragusana.

Quasi la metà è nata in Italia

C’è un altro dato che aiuta a capire meglio il fenomeno. Dei 6.368 alunni stranieri censiti nel 2021/2022, ben 3.114 sono nati in Italia: il 48,9%. Ricordiamo che la cittadinanza non indica necessariamente il luogo di nascita, né la conoscenza della lingua italiana. Un bambino può essere nato nel ragusano, aver frequentato la scuola dell’infanzia e conoscere soltanto il sistema scolastico italiano, pur continuando ad avere una cittadinanza straniera. Per questo il numero degli alunni senza cittadinanza italiana non coincide con quello dei bambini che hanno bisogno di imparare l’italiano. E non può essere utilizzato, da solo, per misurare le difficoltà linguistiche presenti nelle classi.

Come già descritto da RagusaOggi, nell’anno scolastico 2024/2025 gli alunni stranieri rappresentavano il 17,1% degli iscritti alle primarie statali e paritarie della provincia. Ma nelle primarie statali di Santa Croce Camerina la percentuale raggiungeva il 48,7%. Una media provinciale, di conseguenza, nasconde situazioni locali profondamente differenti.

Gli studenti italiani diminuiscono

La crescita del peso degli studenti stranieri si inserisce in un cambiamento demografico che riguarda tutta l’Italia. Tra l’anno scolastico 2019/2020 e il 2024/2025, secondo l’analisi del Sole 24 Ore, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati di oltre l’11%, mentre gli italiani sono diminuiti dell’8,7%. In cinque anni sono venuti a mancare oltre 612mila iscritti italiani. Sono dati nazionali, che mostrano un aspetto spesso trascurato: la percentuale degli studenti stranieri può aumentare non soltanto perché cresce il loro numero, ma anche perché diminuisce quello degli italiani.

Il calo delle nuove generazioni riguarda direttamente la provincia di Ragusa. Un’analisi da noi pubblicata il 17 ottobre, sulla base delle rilevazioni demografiche Istat, ha stimato una riduzione di 549 bambini, pari al 19,2%, nel bacino anagrafico destinato prevalentemente all’ingresso in prima elementare tra il 2027/2028 e il 2031/2032. Non si tratta di una previsione delle iscrizioni effettive, che dipenderanno anche dagli spostamenti delle famiglie e dalle scelte scolastiche. Il dato indica però una progressiva riduzione della popolazione che raggiungerà l’età della scuola primaria.

Due cambiamenti che riguardano la stessa scuola

Ragusa si trova davanti a due fenomeni distinti: una presenza di studenti senza cittadinanza italiana nettamente superiore a quella delle altre province meridionali e una popolazione in età scolastica destinata a ridursi.

Il primo richiede di conoscere meglio la composizione delle classi, distinguendo gli alunni nati in Italia da quelli arrivati successivamente e verificando gli effettivi bisogni linguistici. Il secondo impone di valutare le conseguenze della diminuzione degli iscritti sull’organizzazione delle scuole.

Leggi anche: Vann’Antò, classi “sbilanciate”: 12 alunni stranieri in una sezione, zero in un’altra

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it