RIPENSARSI CITTADINI !

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Venerdì 20 luglio si è concluso il Grest del cantiere educativo “Crisci ranni” nel ricordo di Falcone, di Borsellino e degli uomini delle loro scorte. Si sono integrati momenti espliciti con altri che hanno innestato il ricordo di questi grandi testimoni nella nostra vita quotidiana per renderlo fecondo. A ritmare la serata l’inno del Grest: “Uno, due, tre … cento passi”, a ricordare che vanno fatti i passi necessari per conoscere e distanziarsi da ogni atteggiamento o presenza mafiosa. Ma anche a sottolinerare come l’impegno contro ingiustizie e prepotenze è fatto di passi concreti e di passi fatti insieme. Imparando già nel gioco una sana competizione e il rispetto delle regole. Giochi semplici, giochi di squadra, balli hanno così aperto la serata creando un clima di gioia semplice. Quindi si è formato un semicerchio per accogliere – attraverso una rappresentazione curata dalla Compagnia del Piccolo Teatro – i messaggi di quanti sono morti per la giustizia. In un immaginario dialogo con Borsellino e i suoi familiari si è ricordato come per il giudice la professione era, non un mestiere, ma la traduzione della sua ansia di giustizia, come ritenesse importate il ruolo dei giovani per una Sicilia diversa, come non voleva i suoi figli “familiari delle vittime” della mafia ma testimoni di un’umanità che si rinnova. Toccante la lettura di un testo di Rita Borsellino tratto da una testimonianza tenuta a Modica come presidente di Libera: la sua vita prima era una vita privata, di madre e farmacista, con la morte del fratello è diventata una vita impegnata. A partire dalla consegna dal volto del giudice che la nipote Marta – subito dopo la strage – volle subito vedere scoprendo un sorriso che dà all’impegno il senso completo: non solo lotta e denucia, ma anche umanità che sa guardarsi con affetto, con simpatia, con fiducia. E questo, senza forzature, si è innestato nelle immagini di un grest che ha avuto come tema la riscoperta delle radici e delle consegne che ci aiutano a capire come siamo parte di una storia più grande – fatta di nonni, genitori, fratelli, amici, concittadini – che ci impegna a sentirci parte della città, pensando come gli antichi greci che privato si dice “idota” e cittadino “politico”. Una città pensata alla fine della giornata come una grande mensa, arricchita dai rustici solidali della focacceria don Puglisi e da torte preparate dalle mamme che portavano scritto l’augurio “Crisci ranni”. Dei pallincini con messaggi dei bambini sono stati lanciati in alto, a ricordare che così – continuando ancora l’impegno – si vuole che si cresca: con radici forti ma anche con capacità di mirare in alto.
 
Maurilio Assenza
direttore della Caritas diocesana
 

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