REPLICA DI CONFLAVORATORI ALLA DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI MODICA

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Non possiamo esimerci dal replicare alla dichiarazione stizzita, resa dal Sindaco, parafrasando una celebre massima di Giulio Andreotti “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Infatti, dalla risposta, verbalmente scomposta al limite dell’intimidatorio, traspare tutto il fastidio di dover parlare di una vicenda che, forse, doveva rimanere celata ai più.

Una Amministrazione è liberissima di fare le proprie scelte, difenderle e portarle avanti sino al giudizio popolare.

Un sindacato ha il dovere di promuovere azioni che favoriscono lo sviluppo e di esprimere le proprie valutazioni sulle diverse scelte politiche, specie quando queste attengono all’effimero, sono fine a se stesse e potenzialmente potrebbero, in un futuro prossimo, causare danni  all’erario.

Nel merito della vicenda, non smentita, teniamo a precisare solamente che il contributo era diretto al Comune di Modica che, per la realizzazione del Programma come proposto e finanziato, si era avvalso di un partenariato privato.

Relativamente all’inchiesta citata dal Sindaco, confidiamo che la magistratura possa con serenità svolgere il proprio compito per eventualmente appurare l’esistenza di reati penali.

Anzi, chiediamo che sulla vicenda sia fatta piena luce sotto ogni profilo, vicenda cominciata male, gestita  in modo pessimo e finita nel peggiore dei modi per la città.

Per tutto questo, chiediamo formalmente al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco ed al Segretario Generale del Comune di trasmettere  gli atti relativi alla Procura della Corte dei Conti per la Regione Sicilia, per la verifica dell’eventuale sussistenza di danno erariale, relativamente alle diverse spese affrontate dal Comune ed all’impiego di risorse pubbliche per la partecipazione al bando e l’ammissione  al contributo poi revocato.

 

 

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