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Previste 43 mila assunzioni in provincia di Ragusa nel 2027: secondo ANCE il lavoro c’è ma mancano i candidati
13 Giu 2026 09:31
Il lavoro c’è. Almeno sulla carta. Le imprese della provincia di Ragusa prevedono infatti oltre 43 mila assunzioni nel corso del 2027, un dato che conferma la vivacità del tessuto produttivo locale e la volontà delle aziende di continuare a investire e crescere.
Eppure, dietro questo dato apparentemente positivo, emerge una criticità che da anni accompagna il mercato del lavoro italiano e che oggi interessa in modo sempre più evidente anche il territorio ibleo: quasi un’assunzione su due è considerata di difficile reperimento. In altre parole, le aziende cercano personale ma faticano a trovarlo. Non soltanto per la scarsità di candidati disponibili, ma anche perché spesso le competenze possedute non coincidono con quelle richieste dalle imprese.
È il quadro che emerge dall’analisi elaborata da ANCE Ragusa sulla base dei dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere. Una fotografia che racconta un territorio ancora dinamico sotto il profilo economico, ma alle prese con una delle sfide più complesse dei prossimi anni: la formazione del capitale umano.
“La difficoltà non è creare occupazione”, sottolinea il presidente di ANCE Ragusa, Giorgio Firrincieli. “Le imprese vogliono assumere e investire. Il problema è trovare le professionalità necessarie”.
Una considerazione che appare particolarmente significativa in un periodo storico in cui il dibattito pubblico si concentra spesso sulla mancanza di opportunità lavorative. I numeri raccontano invece una realtà più articolata: in molti settori le occasioni di impiego esistono, ma non trovano risposta adeguata.
Una situazione che riguarda in modo particolare il comparto delle costruzioni, dove la richiesta di operai specializzati, tecnici, impiantisti, capicantiere e figure professionali qualificate continua a crescere.
Il settore edile sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Alla progressiva conclusione della stagione dei bonus edilizi si affianca l’avanzamento degli investimenti pubblici finanziati dal PNRR, che stanno modificando le esigenze del mercato.
Le imprese cercano sempre più figure specializzate, capaci di operare in contesti tecnologicamente avanzati, legati alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica e alla digitalizzazione dei processi produttivi.
Secondo il direttore di ANCE Ragusa, Giuseppe Guglielmino, il rischio è che la carenza di personale qualificato possa rallentare la crescita del settore proprio nel momento in cui si aprono nuove opportunità di sviluppo.
La questione si intreccia inevitabilmente con il tema demografico. Da anni la provincia di Ragusa, come gran parte della Sicilia, assiste alla partenza di molti giovani verso altre regioni italiane o verso l’estero. Chi resta spesso sceglie percorsi formativi che non sempre corrispondono alle reali esigenze del mercato del lavoro locale. Il risultato è un disallineamento sempre più evidente tra domanda e offerta. Da una parte imprese che cercano personale e non lo trovano. Dall’altra giovani che faticano a inserirsi professionalmente o che scelgono di costruire il proprio futuro altrove.
Per ANCE diventa quindi fondamentale rafforzare il collegamento tra scuola, università, ITS e mondo produttivo, investendo nella formazione tecnica e professionale e valorizzando mestieri che negli ultimi anni sono stati spesso considerati meno attrattivi rispetto ad altri percorsi. La sfida non riguarda soltanto il settore delle costruzioni. Interessa l’intero sistema economico provinciale e chiama in causa istituzioni, mondo della formazione e imprese.
Perché se da un lato 43 mila assunzioni rappresentano un segnale incoraggiante per il territorio, dall’altro il fatto che quasi la metà di queste opportunità rischi di restare senza risposta evidenzia un problema strutturale che non può più essere ignorato.
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