“Povero piccolo, il suo corpo parlava”: il racconto dei soccorritori che hanno svelato l’orrore a Scicli

È stato finalmente dimesso dall’ospedale Maggiore-Baglieri di Modica il bambino di quattro anni brutalmente picchiato dal padre. Dopo giorni di ricovero in Ortopedia, con fratture al braccio e alla gamba ricomposte dai medici, il piccolo ha lasciato il nosocomio per tornare dalla madre in un comune della provincia di Caltanissetta. Il padre biologico, che non lo avrebbe mai riconosciuto ufficialmente, è ora in carcere con l’accusa di lesioni gravi, aggravate e continuate. Domani sarà interrogato e fornirà la sua versione.

Dietro il suo arresto c’è la prontezza dei soccorritori del 118, Giuseppe Piccione e Maria Cilia, che, intervenuti in casa del piccolo a Scicli per una presunta caduta dal letto, hanno subito intuito che la verità era ben più terribile.

“Non poteva essere una caduta”

«Povero bimbo, aveva ferite varie. Abbiamo capito subito che non potevano essere il risultato di una semplice caduta» hanno raccontato i due operatori della Seus. A bordo dell’ambulanza della postazione “Romeo Alfa 3” di Marina di Ragusa, sono intervenuti dopo una chiamata che parlava di un bimbo caduto dal letto. Ma la scena che si sono trovati davanti è stata ben diversa: il piccolo aveva lividi sul corpo, ecchimosi e possibili fratture evidenti. «Troppi segni, troppa sofferenza: non poteva essere un incidente domestico».

Senza perdere lucidità, i soccorritori hanno immediatamente attivato il protocollo per il “codice rosa”, il sistema di emergenza riservato ai casi di maltrattamento e violenza. Dalla centrale del 118 è partito l’allarme ai carabinieri e all’ospedale di Modica, dove il bambino è stato ricoverato d’urgenza.

Le indagini e l’arresto

I segni sul corpo del piccolo hanno raccontato una storia di orrori: secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe picchiato ripetutamente il figlio in due distinti episodi di violenza, scatenati da un tentativo di chiarimento con la madre. La brutalità con cui si è accanito sul bambino è stata tale da spezzargli le ossa, cercando poi di nascondere tutto con una banale scusa.

Il presidente della Seus, Riccardo Castro, ha elogiato il sangue freddo e la professionalità dei due soccorritori: «Nonostante la comprensibile angoscia nel vedere un bimbo in quelle condizioni, hanno mantenuto la lucidità necessaria per attivare le procedure previste. Sono l’esempio perfetto dell’eccellenza del nostro 118». ricerca fotografica di Franco Assenza.

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