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Pesca in crisi, Scoglitti e Pozzallo a Palermo: protesta e confronto all’Ars, apertura su un fondo fino a 17 milioni
07 Ott 2026 19:35
La protesta delle marinerie siciliane è arrivata questa mattina a Palermo. E nella vertenza ci sono anche Scoglitti e Pozzallo, due delle realtà della provincia di Ragusa direttamente coinvolte in una crisi che sta tenendo ferme numerose imbarcazioni e che gli operatori del settore considerano ormai non più sostenibile.
Circa un centinaio tra pescatori e armatori ha raggiunto il capoluogo siciliano per manifestare davanti alle sedi istituzionali della Regione. La mobilitazione arriva dopo settimane di tensione per il forte aumento dei costi di esercizio, con il prezzo del carburante indicato dagli operatori come uno dei principali fattori che rendono sempre meno conveniente uscire in mare. Diverse marinerie, terminato il fermo biologico il 30 settembre, hanno scelto di non riprendere l’attività.
Per Scoglitti la partecipazione alla manifestazione era stata annunciata anche dal Comune di Vittoria, che aveva comunicato la presenza al fianco dei pescatori dell’assessore comunale al Decentramento Salvatore Avola.
Dopo la piazza, il confronto all’Ars
Nel corso della giornata la protesta si è spostata sul terreno istituzionale. I rappresentanti delle marinerie sono stati ricevuti in commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana, riunita nella Sala Pio La Torre. A presiedere l’incontro è stata la vicepresidente della commissione Margherita La Rocca Ruvolo, in sostituzione del presidente Dario Daidone.
Sul tavolo è arrivato un documento condiviso dal coordinamento delle marinerie di Sciacca, Licata, Porto Empedocle, Portopalo di Capo Passero, Scoglitti e Pozzallo, con una serie di richieste per affrontare la crisi economica del comparto.
Uno dei punti principali riguarda il Fondo di solidarietà regionale della pesca e dell’acquacoltura. Le marinerie hanno chiesto una dotazione di almeno 15 milioni di euro. Dalla commissione è arrivata una disponibilità, indicata come trasversale tra maggioranza e opposizione, a portare le risorse fino a 17 milioni di euro. Al momento si tratta quindi di un’apertura politica e finanziaria, non ancora di uno stanziamento definitivamente approvato.
La Rocca Ruvolo ha inoltre riferito che è stato sollecitato l’Irca affinché venga data piena attuazione al bando sui prestiti agevolati alle imprese della pesca, la cui operatività viene indicata come ancora bloccata. La commissione ha manifestato anche la volontà di lavorare a misure strutturali da inserire nella prossima legge finanziaria regionale.
«Uscire in mare rischia di significare lavorare in perdita»
La questione centrale resta però la sostenibilità economica delle battute di pesca. Secondo quanto denunciato oggi dal capogruppo del Pd all’Ars Michele Catanzaro, presente all’incontro con le marinerie, una singola uscita può comportare costi di carburante superiori ai 1.700 euro.
Catanzaro ha attaccato politicamente il governo Schifani, giudicando insufficienti le risorse finora ipotizzate e chiedendo interventi capaci di andare oltre l’emergenza. Il confronto in commissione ha poi registrato l’apertura a una dotazione del Fondo che potrebbe arrivare fino a 17 milioni.
La vertenza, dunque, non è chiusa. Il risultato della giornata palermitana è l’apertura di un confronto più concreto sulle risorse, ma le marinerie chiedono soprattutto provvedimenti che consentano alle imprese di tornare a lavorare senza produrre perdite.
Per Scoglitti e Pozzallo, come per gli altri porti siciliani coinvolti, sarà adesso decisivo capire quanto delle disponibilità manifestate oggi all’Ars si tradurrà effettivamente in stanziamenti, bandi operativi e misure strutturali per il settore.
La mobilitazione della pesca siciliana, intanto, prosegue: la Federazione Armatori Siciliani ha già confermato un’ulteriore iniziativa per il 22 ottobre nello Stretto di Messina, con la prevista partecipazione di circa cento pescherecci.

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