Pensionato aggredito per un presunto debito da 24 mila euro: cinque arresti per tentata estorsione a Donnalucata

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Un agguato studiato nei dettagli, un pensionato di 72 anni bloccato in strada e una violenta aggressione per costringerlo a pagare un presunto debito da 24 mila euro. È il quadro ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Modica nell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa che ha portato all’arresto di cinque persone: M.F. cl. 81, G.E. cl. 85, C.D. cl. 83, A.C.R. cl. 74, A.B. cl. 74, tutte di cittadinanza italiana.

L’operazione è scattata nelle prime ore della mattinata odierna con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa nei confronti di cinque cittadini italiani, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di tentata estorsione aggravata in concorso e lesioni personali aggravate in concorso.

Come previsto dalla legge, gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.

L’agguato in via Salvador Allende: il pensionato circondato e picchiato

La vicenda risale al tardo pomeriggio del 3 febbraio 2026 a Donnalucata, frazione balneare di Scicli.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un pensionato di 72 anni stava percorrendo via Salvador Allende a bordo della propria automobile quando sarebbe stato improvvisamente affiancato e bloccato da una Fiat Panda che gli avrebbe impedito di proseguire la marcia.

Dalla vettura sarebbero scesi tre uomini che lo avrebbero costretto a scendere dall’auto e trascinato sull’asfalto. L’aggressione sarebbe poi proseguita con calci, pugni e schiaffi, provocando alla vittima lesioni al volto e agli arti.

Durante il pestaggio, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state rivolte anche minacce di morte nei confronti del pensionato e dei suoi familiari.

La richiesta di denaro: un presunto credito da 24 mila euro

Il movente individuato dagli investigatori sarebbe legato a una richiesta di pagamento di un presunto debito, contestato dalla vittima, pari a 24 mila euro.

Le indagini avrebbero portato a ritenere che l’aggressione non fosse un episodio isolato, ma una vera e propria spedizione organizzata per recuperare con la forza una somma di denaro collegata a precedenti rapporti finanziari.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, due fratelli gemelli sarebbero stati individuati come presunti mandanti morali e materiali dell’azione, mentre altri tre soggetti sarebbero ritenuti gli esecutori materiali del pestaggio.

Le indagini: videosorveglianza, dichiarazioni e accertamenti tecnici

L’attività investigativa condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica ha consentito di ricostruire la dinamica dell’aggressione attraverso l’incrocio di diversi elementi.

Determinanti sarebbero state le dichiarazioni della vittima, gli accertamenti tecnici e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Gli investigatori avrebbero così individuato l’autovettura utilizzata per raggiungere il luogo dell’aggressione e ricostruito i movimenti dei tre presunti esecutori.

Denaro e assegni sequestrati durante le perquisizioni

Un ulteriore elemento investigativo sarebbe arrivato dalle perquisizioni effettuate nelle abitazioni dei due presunti mandanti.

All’interno di alcune casseforti sarebbero stati trovati oltre 48 mila euro in contanti e diversi assegni, tra cui alcuni firmati dalla stessa vittima. Secondo gli inquirenti, tali elementi sarebbero collegati al rapporto economico alla base della successiva richiesta estorsiva.

Durante l’operazione odierna, inoltre, nell’abitazione di uno degli arrestati sarebbe stata rinvenuta e sequestrata un’ulteriore somma di 6.500 euro in contanti.

Gli arrestati trasferiti in carcere

Al termine delle operazioni, i cinque destinatari della misura cautelare sono stati condotti presso strutture penitenziarie a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’inchiesta prosegue e gli elementi raccolti dovranno ora essere sottoposti al confronto processuale tra accusa e difesa.

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