“No ai licenziamenti degli 8 dipendenti del Comune di Chiaramonte”. I sindacati chiedono al sindaco di fare dietro front

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I sindacati non ci stanno. Cisl, Uil e Cgil dicono no alla mobilità per otto dipendenti comunali. L’amministrazione comunale ha approvato la nuova pianta organica, così come prevista dalla dichiarazione di dissesto che obbliga i comuni a ridimensionare il numero dei dipendenti comunali. Otto dipendenti comunali dovranno lasciare anzitempo l’ente, in anticipo rispetto alla data prevista per la pensione.

I sindacati sono contrari. Ritengono che i calcoli andrebbero fatti in maniera diversa e che il comune potrebbe attuare la progressione verticale per i dipendenti attuali, portandoli a occupare un incarico da funzionario, anziché da istruttore amministrativo. Il sindaco Mario Cutello e la sua giunta invece hanno fatto una scelta diversa. Ritengono che le posizioni apicali debbano essere ricoperte attraverso l’indizione di nuovi concorsi che individuino figure con una specifica professionalità collegata alle diverse esigenze delle varie aree amministrative. “Si tratta di una scelta politica” ha detto il sindaco Mario Cutello nel corso di una seduta del consiglio comunale.

I sindacati difendono la posizione degli otto lavoratori che a breve dovranno lasciare l’ente. Nunzio Fernandez, della Cgil, Sandra Farruggio, della Cisl e Francesca Novello, della Uil, lo hanno fatto a giugno, con una lettera inviata all’amministrazione. La giunta ha risposto a settembre, rigettando la richiesta dei sindacati.  “Si è deciso unilateralmente un esubero di otto dipendenti contro i 2,08 (risultanti dai dati relativi alle proposte dei sindacati), ivi comprese le 15 ore svolte da una dipendente a tempo indeterminato del comune di Comiso. Purtroppo, questi otto dipendenti del Comune di Chiaramonte Gulfi, tra breve verranno posti in disponibilità, seppur vicini alla pensione, non ancora maturata secondo legge. Avevamo chiesto le progressioni verticali in deroga, un’opportunità di riqualificazione professionale. Tale criterio avrebbe permesso di salvare alcuni posti e di favorire il ricambio generazionale e professionale all’interno dell’ente.  Le nostre richieste sono state ignorate”. 

I sindacalisti chiedono all’amministrazione di revocare l’atto e, anche nelle fasi successive, difenderanno la loro posizione, anche nei passaggi successivi.

Ma chiedono altro. Tutto il sistema delle relazioni sindacali, a Chiaramonte, è labile e limitato Chiedono il pagamento del salario accessorio, ad oggi non attivati e quindi non pagati.

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