LETTERA APERTA DEL CONSIGLIERE SEL D’ANTONA PER L’EDIFICIO SULLA COLLINA DELL’ITRIA

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Il consigliere di Sinistra e Libertà di Modica, Vito D’Antona, scrive al Sindaco di Modica e al Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa  sulla questione dell’edificio in costruzione sulla collina dell’Itria. Successivamente ad uno scambio di opinioni sulla questione, D’Antona risponde ancora una volta, sottolineando i punti di forza della sua battaglia.
Pubblichiamo di seguito la lettera aperta, inoltrata dallo stesso consigliere anche agli organi di informazione:

 

   “Ho letto con molto interesse la risposta che Lei mi ha dato in esito alla interrogazione che ho presentato il 2 luglio con la quale ho chiesto, nella qualità di consigliere comunale, un provvedimento di sospensione dei lavori del costruendo edificio nella collina dell’Itria ed una conseguente valutazione più attenta da parte dell’Amministrazione Comunale e della Soprintendenza ai Beni Culturali della provincia di Ragusa sulla fattibilità dell’opera.

      Seppure prendo atto che il tono da Lei utilizzato è differente rispetto a quello dell’Assessore all’Urbanistica e diverso anche da quello di qualche dirigente del Pd, sul contenuto registro, però, una diversità di vedute, che, mi creda non è dettata neanche lontanamente da volere, come lei afferma, “… cavalcare opportunisticamente o strumentalmente la protesta..”, né tantomeno dalla voglia di “… attardarsi in battaglie che in quanto tardive rischiano di essere inutili o peggio controproducenti …” ma semplicemente dalle perplessità che un qualsiasi cittadino avverte di fronte ad una opera che appare oggettivamente come una ferita nel territorio e della cui fattibilità chiede spiegazioni agli enti e alle persone che hanno la competenza a dare risposte.

      Faccio presente, per inciso, che le stesse perplessità oggi vengono avvertite anche da altri consiglieri comunali, oltre che da cittadini ed associazioni che proprio recentemente sulla questione hanno deciso di costituire un apposito comitato.

      Preliminarmente, in ordine ai tempi nei quali è scattata l’attenzione, ed oggi la mobilitazione, Le faccio presente che è vero che i primi lavori sono iniziati nel 2006, a seguito di una concessione edilizia rilasciata nello stesso anno, ma essi furono bloccati dal 2007 fino al 2009 e che attualmente le opere in corso sono il frutto di una nuova concessione edilizia, la n. 80 rilasciata il 23 marzo 2011, che amplia notevolmente il volume di edificazione, rispetto al passato.

      E certamente il fatto di rendersi conto soltanto in queste settimane delle dimensioni che l’intervento stava per assumere non può essere addebitato né ai cittadini né ai consiglieri che chiedono spiegazioni, quasi ad essere noi colpevoli di una possibile sottovalutazione o tardiva attenzione del problema, quando, invece spetta ad altri il compito di vigilare, soprattutto quando, come sembra dalle Sue parole, si ritiene che il progetto contrasti con il contesto generale nel quale si colloca, fino al punto che Lei stesso definisce i pareri della Soprintendenza espressi “… incautamente …”.          

      D’altra parte anche la Commissione Edilizia, nella seduta del 22 febbraio 2011, in occasione dell’esame della pratica, anche in presenza del parere favorevole della Soprintendenza, espresse perplessità sulla realizzazione dell’edificio nel contesto urbanistico circostante.

      Inoltre, mi permetta di dissentire dalle conclusioni alle quali Lei giunge dopo un ragionamento sui possibili effetti di una eventuale sospensione dei lavori ed avvio di un contenzioso, poiché, io credo che se si ritiene, come Lei scrive che ”.. certi episodi non abbiano a ripetersi ..”, non possiamo considerare la vicenda chiusa e ci permetta almeno, anche con la Soprintendenza, previa una sospensione cautelativa dei lavori, approfondire la questione, coinvolgendo il Consiglio Comunale, come fatto in altre occasioni.  

     La sospensione dei lavori, per la quale insisto anche con la presente, ci consentirebbe di capire meglio le alterne vicende dell’intervento, e tutti ci dovremmo chiedere quale ruolo possiamo avere noi e quale vuole avere la Soprintendenza in ordine alla tutela del territorio modicano, sia nel presente che in futuro, atteso che nel caso in esame la Soprintendenza si espresse, come giustamente Lei definisce “..incautamente..” a favore.

     Le assicuro che condivido con Lei la preoccupazione di un possibile contenzioso con un esito negativo ed oneroso per il Comune, o della prospettiva di vedere una bruttura incompleta per anni sulla collina, ma questa preoccupazione non può farci desistere da una iniziativa, fosse anche come esempio per chi egoisticamente sta già pensando, nelle pieghe di un Prg ormai superato e di una variante non ancora adottata, di ripetere quello che si sta verificando nella collina dell’Itria, confidando in una inattività del Comune”.

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