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Le case ci sono, le famiglie aspettano, ma le porte restano chiuse: il grande paradosso di Ragusa
09 Ott 2026 11:20
Ci sono case che esistono, sono pubbliche, ma nessuno può abitarle. In provincia di Ragusa sono 126 gli alloggi popolari che oggi non si possono assegnare, perché hanno bisogno di lavori di recupero prima di tornare a ospitare una famiglia. È il dato emerso dalla ricognizione dello Iacp di Ragusa, e trova conferma in un’indagine di Federcasa pubblicata dal Sole 24 Ore.
Per rimetterli in sesto servirebbero, secondo le stime dell’istituto, circa 50 mila euro ad alloggio: in tutto oltre 6,3 milioni di euro. Una cifra che vale quanto un grande appalto pubblico e che potrebbe trasformare un problema in un’occasione di lavoro per le imprese edili del territorio.
Case popolari a Ragusa, la partita del bando Invitalia
I soldi, al momento, non ci sono ancora. La speranza si chiama Invitalia: entro la fine di ottobre l’agenzia nazionale per lo sviluppo dovrebbe pubblicare un bando per finanziare la riqualificazione delle case popolari, anche in provincia di Ragusa. È uno dei frutti del decreto legge 66 di maggio, convertito nella legge 116 del 2 luglio, che mette il recupero del patrimonio pubblico esistente tra le priorità nazionali.
Se i fondi arriveranno, le imprese potranno partecipare alle gare e aprire i cantieri. Ma finché il bando non sarà pubblicato e le risorse assegnate, i 6,3 milioni restano una stima e le 126 case restano chiuse.
Iacp e Cna, l’alleanza per riaprire i cantieri
Del tema si è parlato nella sede dello Iacp, in un incontro tra il presidente Giovanni Moscato e una delegazione della Cna territoriale: il presidente Giampaolo Roccuzzo, il segretario Carmelo Caccamo, il presidente di Cna Edilizia Massimo Donzello e il responsabile del settore Giorgio Stracquadanio.
Per gli artigiani la posta è chiara: lavori di manutenzione e recupero spalmati sul territorio, alla portata delle piccole e medie imprese edili, con ricadute su fornitori, professionisti e tutta la filiera. Per lo Iacp, ha spiegato Moscato, l’obiettivo è doppio: restituire gli alloggi alle famiglie che ne hanno diritto e, insieme, creare lavoro per le imprese locali. Le due parti hanno deciso di proseguire il confronto, in attesa del bando.
Resta sullo sfondo la domanda più semplice: quante famiglie, in provincia, aspettano una casa popolare mentre quelle 126 restano vuote.
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