L’APPROCCIO COGNITIVO NELL’EDUCAZIONE DEL CANE

Molti dei problemi comportamentali dei cani, sono dovuti al carattere del loro padrone che, a volte involontariamente, altre in piena coscienza, influisce negativamente sugli inevitabili condizionamenti dati dalla convivenza. 

Questa affermazione è perfettamente aderente alla realtà proprio perché fa risalire ai proprietari nel bene e nel male il comportamento dei loro cani.

Quindi possiamo dire che un cane che non ha un comportamento adeguato ha ricevuto una cattiva o inadeguata educazione da parte del suo partner umano.

Questa cattiva o inadeguata educazione nasce da scarsa conoscenza o da una conoscenza, lasciatemi passare il termine, fai da te e, spesso, influenzata da false credenze.

Tutto questo è causa di quei comportamenti deviati che vanno dal tirare il guinzaglio, saltare addosso alle persone per salutarle, inseguire le biciclette e, così via, fino ad arrivare alle aggressioni più o meno gravi.

Non tutti i comportamenti deviati sono causati dall’esempio del partner umano, alcuni sono l’espressione di problematiche psichiatriche, che, se non adeguatamente considerate, possono dare origine a situazioni spiacevoli e pericolose.

Se diamo uno sguardo in giro di esempi delle cose suddette ne troviamo a profusione.

Da ciò nasce la necessità di prevenire queste problematiche più che intervenire su di esse quando si sono già rese manifeste, e, soprattutto, di non sottovalutare segnali che potrebbero esserne il preludio.

Prevenire è meglio che curare non vale solo per le patologie di competenza della clinica medica, ma, anche, e forse soprattutto, per quelle comportamentali.

La prevenzione in questo caso si ottiene rivolgendosi nel periodo pre adottivo e post adottivo del cane a professionalità che abbiano le competenze adeguate quali il medico veterinario comportamentalista e l’educatore cinofilo.

Sottolineo educatore, perché quasi sempre si fa confusione tra addestramento e educazione, che sono due cose diverse e distinte. Quando, infine, si deve scegliere la figura professionale a cui affidare la crescita comportamentale del proprio cane, ricordo che ci sono due scuole di pensiero, una performativa l’altra relazionale.

Delle due io affiderei la crescita evolutiva del mio cane, proprio perché la considero pedagogia, non a chi utilizza il condizionamento sia esso gentile o, ancor peggio, coercitivo; ma, a chi, sostiene, che il comportamento del cane sia espressione della sua mente, cioè il risultato di un ragionamento; in definitiva, che il cane abbia la facoltà di riflettere, fare esperienze, ricordare e proiettarsi nel futuro: la capacità, in definitiva di immagazzinare informazioni, elaborarle utilizzando le proprie capacità ed emettere risposte adeguate.

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