Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
LA DIGA DI SANTA ROSALIA NELLE MANI DI VANDALI E BRACCONIERI
17 Lug 2012 08:02
La diga di Santa Rosalia e gran parte del fiume Irminio nelle mani di vandali e bracconieri. Ovunque vetri rotti, pneumatici bruciati, resti di banchetti, piatti e buste di plastica, mattoni, carriole di ferro, carcasse di animali morti. E in più, come se non bastasse, serpenti, ratti e animali di ogni genere la fanno da padrone. E’ la denuncia che parte dall’associazione “Pensare Ibleo” secondo cui esiste un serio pericolo di inquinamento ambientale che va di pari passo con il fenomeno della pesca di frodo. “Centinaia di metri di rete a trama fitta – dice il presidente dell’associazione, Enzo Pelligra – sono quasi giornalmente posizionati nei punti strategici della diga e nei punti di immissione del fiume Irminio, da parte di cittadini non della provincia di Ragusa e stranieri, rumeni in particolare, nel disprezzo più assoluto di ogni regola, certi come sono di non subire alcuna punizione. Il pesce pescato in modo abusivo è poi ceduto nei punti vendita frequentati in prevalenza da stranieri o venduto perfino porta a porta. Tutto ciò senza alcun controllo medico. Basti pensare alle trote immesse di recente e affette da setticemia emorragica virale”. L’associazione “Pensare Ibleo” chiede un intervento urgente della polizia provinciale oltre che della Guardia forestale, per un controllo pieno del territorio. “Tra l’altro – continua Pelligra – i numerosi falò che, improvvidamente, sono accesi in differenti zone della diga, in un periodo in cui abbiamo dovuto fare i conti con i devastanti incendi che hanno imperversato sul territorio, possono contribuire a tenere vivo questo pericolo. Si educhino i cittadini comunitari e non comunitari, al pari di quelli nostrani, al rispetto delle regole. Ma se è necessario si puniscano duramente i responsabili senza perdersi in quel buonismo generale di solidarietà verso chi ha solo detto di amare la nostra terra senza mai rispettarla nei fatti e, anzi, oltraggiandola ogni giorno di più”.
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