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La Consulta Femminile Comunale respinge la domanda di inserimento nell’organo dell’associazione Adessobasta, che lotta contro il femminicidio
26 Mar 2021 09:02
L’associazione #ADESSOBASTA RAGUSA nasce, come tutti sanno, all’indomani del femminicidio di Alice Bredice per mano del marito, suicidatosi a sua volta. Era il 29 aprile di due anni fa e lo sconcertante episodio si avverò solo sei mesi dopo un altro femminicidio, quello della sig.ra Maria Zarba, anche qui, a opera del marito.
Un gruppo di donne ragusane, nell’intento di dare voce, forma e senso al magma di dolore, sgomento, illazioni, incredulità che stava dilagando in ogni ambiente cittadino, decise di organizzarsi e creò il collettivo ADESSOBASTA, poi, diventato associazione. Fu l’inizio di un percorso e di un impegno che non si sono mai fermati, anche durante l’emergenza sanitaria, seppure la stessa abbia limitato e circoscritto di molto la facoltà d’azione e di iniziative che avremmo potuto e voluto intraprendere. A parte la pagina Facebook omonima (a oggi, circa 3.500 iscritti), punto di riferimento aggregante e partecipato nella sua campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, vogliamo elencare qui di seguito le iniziative concrete messe in atto, quasi sempre – di volta in volta – con l’adesione, la compartecipazione, il patrocinio del Comune, della Prefettura, dell’Asp di Ragusa.
1. Assemblea Centro Servizi Culturali 7/5/2019
2. Assemblea Centro Polifunzionale 20/5/2019
3. Fiaccolata 29 maggio 2019
4. Partecipazione funerali a Vittoria dei due bambini Alessio e Simone 17/7/2019
5. Prima commemorazione al Centro Polifunzionale della morte di Maria Zarba con proiezione del documentario “Anch’io vado a scuola” 11/10/2019
6. Manifestazione giornata internazionale contro la violenza sulle donne 25/11/2019
7. Iniziativa presso Libreria Flaccavento “Donne e politica” (annullata due giorni prima, causa lockdown) 9/3/2020
8. Proposta al Comune di Ragusa di intitolazione di due strade alle donne donatrici di organi, Jenny Ardiri e Graziana Mattei 4/4/2020. (Proposta accettata e presto avverrà l’intitolazione di due viali della Villa di Ibla)
9. Seconda commemorazione sig.ra Zarba presso il largo Maria Occhipinti 11/10/2020
10. Intitolazione di due panchine alle vittime ragusane di femminicidio (con relativa targa) in piazza del Popolo 8/3/2021
Tutto ciò premesso, intendiamo denunciare che l’associazione #ADESSOBASTA RAGUSA, dopo aver regolarmente presentato domanda di inserimento nella Consulta Femminile Comunale, si è vista respingere la stessa perché nel suo statuto prevede, sì, un direttivo composto solo da donne, ma consente l’adesione anche a chiunque ne condivida gli scopi statutari. L’interpretazione formale, motivo della bocciatura, si aggancia all’art 5 dello Statuto della Consulta, laddove recita che: “… è composta da due rappresentanti di associazioni femminili operanti nella città di Ragusa …”. Si badi bene: non di associazioni ESCLUSIVAMENTE femminili. Tant’è che ne fanno parte rappresentanti di associazioni, partiti (solo quelli presenti in Consiglio: alla faccia del pluralismo e della democrazia!), sindacati, con l’ingegnosa furbata di avere un settore, all’interno, tutto al femminile: a volte realtà effettivamente esistente, a volte creata legittimamente per poter essere ammesse.
Noi RIFIUTIAMO di ricorrere a questo sotterfugio, avendo superato la voglia e l’età di giocare ancora con le Matrioske (la bambolina all’interno di un’altra più grande e, cioè, una sezione femminile all’interno della più ampia associazione femminile). La rifiutiamo, innanzitutto, per DIGNITA’ ma, anche e soprattutto, perché riteniamo:
1) che solo attraverso un incessante percorso culturale sarà possibile per gli uomini abbandonare ogni incrostazione che li porti a manifestare violenze psicologiche, o peggio, fisiche contro le donne, conducendo a un vero ed effettivo rispetto nei loro confronti. Da qui la scelta di non chiuderci in un ghetto auto-referenziale, pur riservando la facoltà decisionale e il coordinamento organizzativo tutto al femminile:
2) che l’interpretazione dell’art.5 dello Statuto sia restrittivamente arbitraria da parte della Consulta e, a tal proposito, chiediamo al Consiglio Comunale tutto di Ragusa che – a suo tempo – lo ratificò, di darne l’interpretazione autentica e, possibilmente, di emendarlo in senso migliorativo.
Infine, ci si consenta di chiedere a chi rappresenta la Consulta perché, a due settimane dal rigetto della nostra domanda, non ci è stata ancora inoltrata una formale e ufficiale risposta … non siamo, forse, ritenute degne di un doveroso riscontro?
Una domanda tenace e molesta continua a inquietare le nostre menti: le “rifiutate” dall’organismo il cui principale scopo istituzionale dovrebbe essere quello di includere il più possibile tutto l’associazionismo femminile della nostra città, sono forse considerate le PARIA di Ragusa?
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