IL VILLAUREA PALERMO VINCE A RAGUSA PER 28 a 26

E’ finita con una sconfitta la prima gara della stagione, nel campionato di serie B, per la Pallamano Reùsia. Il tecnico, Saro Cappello, oggi in campo anche come giocatore, al termine della partita con la Villaurea Palermo, si è complimentato con la propria squadra per aver dato il massimo, per non aver lesinato alcun tipo di impegno, sia in attacco che in difesa. Il sette ragusano esce battuto dal terreno di gioco casalingo con il punteggio di 26-28 ma anche gli avversari di turno hanno compreso che la Pallamano Reùsia è una compagine che farà parlare di sé nel prossimo futuro. Qualche errore di inesperienza, nei momenti topici del match, ha condizionato in negativo l’esito di una partita che è andata avanti, dal primo all’ultimo minuto, sul filo dell’equilibrio.

Dopo il 3-1 delle battute iniziali, i padroni di casa si sono fatti raggiungere e da quel momento i capovolgimenti di fronte si sono alternati senza un istante di tregua. Nella ripresa, dopo che il primo tempo, guarda caso, si era concluso in parità con il punteggio di 12-12, la musica non è cambiata. Solo ad una manciata di minuti dalla fine, il Villaurea Palermo ha rifilato un parziale di 4-0 che i ragusani non hanno più avuto l’opportunità di recuperare.

“Una bellissima partita – chiarisce Cappello – sono orgogliosissimo della prestazione anche se, ovviamente, non posso essere contento del risultato che ci ha visto soccombere. Per la metodologia di crescita della nostra squadra, ci può stare perdere queste partite. Avremo raggiunto il nostro obiettivo quando gare del genere le vinceremo. Solo allora compiremo il salto di qualità. Gli aspetti su cui dobbiamo lavorare? Il campo, gestire i minuti, verificare se si attacca in cinque o in sei, se la squadra in difesa ha tutti i giocatori schierati, chi è l’atleta che, in un determinato momento, sta facendo più goal. Sono tutti accorgimenti che si possono concretizzare solo giocando. I ragazzi devono crescere e devono apprendere tutto ciò”.

Cappello, inoltre, parla dell’inesperienza del proprio gruppo che, a tratti, è affiorata. “Più che di inesperienza – aggiunge – parlerei di timidezza agonistica; anche in tale circostanza, occorre prendere ancora più confidenza col campo, facendo migliorare l’autostima dei nostri. Soltanto così potremo orientarci verso il traguardo prefissato, la salvezza. Lo ribadisco: queste partite, nonostante la sconfitta, servono a migliorare. Vedremo che cosa accadrà dalla prossima”. (r.r.)

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