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IL TRADIMENTO DI CHI DOVREBBE PROTEGGERE E TUTELARE LA PROPRIA CATEGORIA
28 Ago 2014 11:40
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Parole amare, quelle dei soci del Consorzio Turistico della Città di Modica in una lettera aperta al Presidente, in cui chiedono di convocare, in conformità a quanto prevede l’Art. 17, comma 2, dello Statuto del Consorzio, l’Assemblea dei Soci, con l’inserimento di due punti: l’apertura del dibattito sulla gestione dell’organismo e sull’attuazione dei principi statutari e, lo stato di attuazione della redazione del piano pluriennale di marketing territoriale per l’ospitalità e il turismo.
“Prendiamo atto” – affermano i soci – “che inizia e si esaurisce con una laconica comunicazione di poche righe, inviata ai titolari delle strutture ricettive per annunciare l’attivazione del servizio navetta Modica alta-Modica bassa, un anno di attività del Consorzio turistico di Modica”.
“È questa l’unica traccia lasciata dal Consiglio di Amministrazione di un organismo consortile nato sotto i migliori auspici, riflettendo a lungo sulla necessità di dotarlo di un vertice capace di rappresentare al meglio le speranze degli operatori turistici ed imprimere una spinta propulsiva al turismo modicano”.
“Un Consiglio di Amministrazione” – continuano – “che, proprio per questo, ha avuto piena delega dai soci, che ha avuto le mani libere per poter gestire al meglio il lavoro che era stato chiamato a svolgere, ma che, per quello che ci è dato sapere, si solidifica unicamente con lo svolgimento di un’attività che non comprendiamo se consiste in una duplicazione del servizio pubblico o nella creazione di un sistema per sottrarre lavoro a chi svolge già questo servizio (titolari di licenze, taxi, NCC, autonoleggi)”.
“Nel primo caso, i cittadini si troverebbero a pagare due volte lo stesso servizio già svolto dall’Ast (peraltro negli stessi orari) e retribuito dal Comune; nel secondo caso, si tratterebbe di un tradimento nei confronti di chi si occupa dei servizi transfer e che, ovviamente, appartiene a pieno titolo alle categorie che il Consorzio dovrebbe, semmai, tutelare e organizzare”.
“Nessuno di questi interrogativi viene chiarito leggendo le poche righe a firma del Vice Presidente, le quali fuggevoli e tristi, non tentano neppure di celare la scarsa convinzione dell’estensore. Non viene spiegato neppure il motivo dell’esclusione dei turisti che soggiornano nel quartiere Sacro Cuore, né il motivo per cui, come sarebbe logico, non vengono coperte le ore più avanzate della sera, ore in cui solitamente i turisti cenano e gradiscono una passeggiata in seconda serata lungo le vie pittoresche della città”.
“Ma vede Signor Presidente” – dichiarano nella lettera – “queste considerazioni non vogliono addossare né a lei, né agli altri componenti del Consiglio di Amministrazione alcuna responsabilità se non quella di essere stati frettolosi nell’aderire alle pelosa compiacenza nei confronti della nuova Amministrazione. Perché, se meno fretta ci fosse stata, chi ha voluto con forza, non solo la motivata inclusione del Consiglio di Amministrazione, ma anche l’attribuzione della massima rappresentanza del Consorzio, avrebbe avuto il tempo per speigarLe che il Consorzio è uno strumento per raggiungere concomitanti obiettivi pubblici e privati: primo tra tutti quello di trasformare Modica da una cittadina dove “transitano” tanti spaesati turisti che vengono alla ricerca di un monumento o di un ristorante, ad una cittadina turistica, dove i visitatori vengono accolti, orientati e favoriti nelle visite ai monumenti, nei servizi e in tutte quelle attività che formano, nel loro insieme, l’accoglienza turistica”.
“Se insieme ai componenti del Consiglio di Amministrazione, avesse impiegato qualche manciata di minuti a leggere lo Statuto del Consorzio, avrebbe, infatti, rilevato che la prima attività da svolgere era la redazione del piano pluriennale di marketing territoriale per l’ospitalità ed il turismo”.
Un piano ideato per predisporre e organizzare al meglio un modello di turismo pensato dagli operatori modicani, ponendo, così, le basi per una città dell’accoglienza.
“Ma la fretta di mettersi supinamente al servizio dell’Amministrazione, smarcandosi da tutti quei soggetti che potevano risultare scomodi, professando prima obbedienza alla politica e facendola entrare completamente nella gestione dell’organismo consortile, pensato e promosso proprio per essere sganciato dai controlli della politica, non solo ha determinato la mancata attuazione degli obiettivi del Consorzio, ma ha costretto il Consiglio di Amministrazione ad agire nell’ombra, senza alcun rispetto dei principi di trasparenza, senza possibilità di raggiungere alcun obiettivo, né privato, né pubblico”.
“L’attivazione dei due minivan ne è la piena testimonianza, poiché tra le tante originali cose che sarebbe stato necessario fare, ne è stata portata a compimento, peraltro in malo modo, una che già viene svolta da due soggetti, AST e titolari di licenze taxi e NCC”.
“Non erano questi gli impegni che gli operatori turistici, che la precedente amministrazione, che il Presidente del Consiglio Comunale e che i cittadini di Modica avrebbero voluto che Lei si assumesse”.
“Parimenti, nessuno dei soci avrebbe mai pensato che proprio da Lei e dal suo giovane segretario sarebbe partita la declinazione dell’organismo consortile verso la misera sopravvivenza e la gestione telecomandata della politica, senza avviare quanto meno un’opera di proselitismo e di coesione tra i vari attori del turismo di Modica. E, sinceramente, Sig. Presidente, conoscendo la sua esperienza e le sue doti di Manager del turismo, viene davvero difficile credere che un tradimento di questa portata sia frutto di ingenuità e privo di un risarcimento. Lei è perfettamente consapevole di rappresentare un organismo privato che intrattiene con il Comune di Modica rapporti ben precisi regolati da una convenzione. E di questo organismo abbiamo voluto che Lei fosse il Parroco, non il Sagrestano”.
“E così, stiamo ad attendere, ritardando anche il versamento dell’imposta di soggiorno nella speranza di una svolta che possa servire ad impiegarla per finalità serie e coordinate, definite nell’ambito di un’Assemblea”.
“Stiamo ad attendere mentre l’economia di questa città e la difficile condizione finanziaria degli operatori del turismo, continuano ad arretrare, distaccandosi sempre più da un futuro in cui tutti si organizzano al meglio per penetrare negli ambiti più disparati del mercato turistico. E, stavolta, arretra sotto i colpi di imprenditori che tradiscono la loro stessa categoria diventando personaggi e interpreti della retrocessione di un settore che, grazie all’aeroporto di Comiso, fa registrare importanti livelli di crescita, di incremento di flussi finanziari, di posti di lavoro, di nuove opportunità per i giovani”.
“Stiamo ad attendere” – concludono i soci – “come gli spettatori attendono Amleto che soppesa le sue condizioni: ‘così la coscienza ci rende tutti codardi, e così il colore naturale della risolutezza è reso malsano dalla pallida cera del pensiero, e imprese di grande altezza e momento per questa ragione deviano dal loro corso e perdono il nome di azione‘. E dal ruolo di spettatori, al quale Lei ci ha confinati, Le chiediamo, con grande umiltà di scegliere di essere e compiere un’azione degna di un’impresa di grande altezza”.
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