IL NATALE DELLE CRISI AZIENDALI E POLITICA

La Federazione dei”60 milioni di repubbliche” ha partorito il topolino: Il Presidente del Consiglio,rivelando del tutto la propria natura di burocrate,ha confessato di poter continuare la sua opera,non scendendo in campo a spiegare al Paese perché tantissimi problemi non sono stati nemmeno affrontati,ma dichiarando la propria disponibilità burocratica  a gestire,senza accennare ad un benché minimo sviluppo o risoluzione a scottanti problemi, come ad esempio le crisi aziendali sarde di di Alcoa e Sulcis. In mancanza assoluta di soluzioni proposte finora dal mondo politico, in pendenza dell’aggravamento delle situazioni (i mercati sono “sospesi” a parere di chi scrive, solo per facilitare certe soluzioni politiche a loro gradite). Lega Italica, nell’interesse nazionale, rinnova la propria proposta : i 3 maggiori Partiti (PD, PDL, UDC) si assumano la responsabilità di formulare un Accordo di Salvezza Nazionale, in base al quale, rappresentando rispettivamente il Lavoro,le Classi Medie ed il Mondo Cattolico, dialoghino con Lega Italica ed altri Movimenti, portatori di Idee e Programmi che,già formulati,possano essere in buona parte resi prontamente applicabili,dopo un necessario esame congiunto. Il  nuovo Presidente del Consiglio potrebbe essere espresso dai 3 Partiti per durata di tempo proporzionale ai voti raccolti,oppure indicato di comune accordo e preventivamente in una Personalità nuova, ma che avesse la necessaria esperienza internazionale ed imprenditoriale necessarie. Solo così, risolvendo “in casa” i contrasti d’interessi dei vari Partiti si possono affrontare i gravi problemi nazionali, escludendo le interferenze,sempre interessate, degli altri Paesi. In tal modo si ripristina il rispetto degli altri nei confronti dell’Italia e dello stesso diritto internazionale,  da parte di Paesi grandi, ma non per cultura, come l’India o il Brasile. Al di là della demagogia, se ci crediamo noi Italiani, se isoliamo i “portatori di discorsi”, se ci impegniamo, “facendo quadrato nazionale”, se teniamo presente l’antica lezione di Menenio Agrippa, abbiamo la posizione geografica,le risorse e le capacità di risalire tutti, forse unici in Europa, riassorbendo in breve i 3 milioni di disoccupati. Anche  l’ottimismo può costituire il motore della ripresa, per fronteggiare il pessimismo nordico che ci sta troppo opprimendo,

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