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“Genitori in ascolto” al Sacro Cuore di Modica: confronto costruttivo dopo episodi di vandalismo
08 Mag 2026 09:11
Una comunità che non si limita a indignarsi, ma sceglie di interrogarsi, ascoltare e costruire. È questo il clima che si è respirato ieri sera nella Chiesa del Sacro Cuore di Modica, dove si è svolto l’incontro “Genitori in ascolto”, promosso dalla comunità parrocchiale guidata da don Peppe Di Stefano.
Un appuntamento dedicato ai genitori, agli educatori e alle famiglie del quartiere, nato in un momento particolarmente delicato. Solo pochi giorni fa, infatti, proprio il parroco aveva annunciato l’iniziativa all’indomani dell’atto vandalico compiuto da alcuni ragazzi della zona ai danni di una colonna della chiesa. Un episodio che aveva suscitato amarezza, ma anche il desiderio di aprire una riflessione più profonda sul disagio giovanile, sul ruolo educativo degli adulti e sulla necessità di fare rete.

E la risposta della comunità non si è fatta attendere. Numerosi i genitori presenti all’incontro, che hanno seguito con attenzione e partecipazione gli interventi dei relatori: il Vice Questore dottor Cariola e la psicoterapeuta Omaira Di Rosa, entrambi molto apprezzati per la capacità di affrontare temi complessi con chiarezza, sensibilità e concretezza.

A rendere ancora più significativa la serata è stata anche la presenza del Vescovo, mons. Salvatore Rumeo, accolto con affetto dalla comunità. Il vescovo si è unito con semplicità al clima di ascolto e condivisione, offrendo parole di incoraggiamento e vicinanza alle famiglie presenti.
I genitori hanno molto apprezzato l’iniziativa. Una mamma ha sintetizzato il sentimento comune dicendo: “Grazie per questo momento di condivisione. Spero ce ne saranno altri. Noi genitori abbiamo bisogno di questi confronti, come una luce nel buio. Perché appunto nessuno ha il libretto di istruzioni, ma il confronto è illuminante”.
Nel corso della serata è stato distribuito anche il “Manifesto della Genitorialità Positiva”, documento che ha offerto numerosi spunti di riflessione e che rappresenta quasi una bussola educativa per il nostro tempo.
Tra i messaggi centrali emersi dal manifesto vi è l’idea che educare non sia un compito esclusivamente privato, ma una responsabilità collettiva che coinvolge famiglie, scuola, istituzioni e comunità. Ogni bambino, si legge nel testo, appartiene sì alla propria famiglia, ma anche all’intera società, che ha il dovere di proteggerlo e accompagnarlo nella crescita.
Grande attenzione è stata posta anche al tema della fragilità educativa. Il documento sottolinea come genitori ed educatori non debbano essere giudicati, ma sostenuti. Nessuno nasce preparato al mestiere più difficile del mondo: si diventa genitori giorno dopo giorno, tra paure, errori, dubbi e continue sfide. Da qui l’importanza di creare spazi di confronto, ascolto e aiuto reciproco.
Un altro passaggio particolarmente significativo riguarda il bisogno dei figli di avere accanto adulti “capaci e competenti”, in grado di educare senza violenza, senza sopraffazione e senza delegare completamente alla tecnologia o alla società il compito della crescita.
La serata del Sacro Cuore ha lasciato proprio questa sensazione: il bisogno urgente di ritrovare comunità in un tempo in cui molti genitori si sentono soli davanti alle difficoltà educative e ai cambiamenti delle nuove generazioni. E forse, proprio da un episodio negativo come un atto vandalico, è nato qualcosa di prezioso: un’occasione per fermarsi, ascoltarsi e ricominciare a dialogare.
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