Facciamo sempre meno figli. Le mamme straniere non bastano più, ad Acate, Pozzallo e Ispica fenomeno più accentuato

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Anche se il numero dei residenti sale, il fenomeno della denatalità fa sentire i suoi effetti anche nel ragusano. E non da ora, ma già dalla metà del decennio scorso. Lo certifica Openpolissulla base delle nascite rilevate dall’Istatnel settennio 2014-2020, città per città.Nonostante la nostra provincia si piazzi fra le prime in Italia nel numero mediodi figli per donna, ormai è evidente che a fare figli sono soprattutto le mamme di origine straniera.

I numeri

Il tasso di natalità fra il 2014 e il 2020 è sceso in quasi tutti i comuni iblei (-92%), a eccezione di Chiaramonte Gulfi. Il piccolo comune montano ha fatto registrare un +0,59, passando dai 6,57 nati ogni mille abitanti del 2014 ai 7,16 del 2020. Poi è tutto un segno meno. La variazione negativa più accentuata è stata ad Acate (-2,92), passata in soli sette anni dai 12,68 ai 9,76 nati ogni mille abitanti. Meno figli ogni 1.000 abitanti anche a Pozzallo (-2,55), Ispica (-2,00), Monterosso Almo (-1,17) e Ragusa (-1,14).Meno diffusoil fenomeno della denatalità 2014-2020 a Giarratana (-0,85), Scicli (-0,49), Vittoria (-0,48) e Comiso (-0,36). Quasi impercettibile il calo delle nascite a Santa Croce Camerina (-0,04) e Modica (-0,02).

Ovviamente la statistica tiene conto della residenza dei nati e non dell’ospedale dove sono venuti alla luce.

Gli anni meno prolifici, città per città

Il 2019 è stato l’anno in cui sono state registrate meno nascite (sempre ogni mille abitanti) a Monterosso, Pozzallo, Ragusa e Scicli. Il 2020 – primo anno di pandemia Covid – meno prolifico ad Acate e Ispica. Il 2015 anno con meno figli a Giarratana e Modica, il 2018 a Santa Croce e Vittoria, il 2016 a Chiaramonte, il 2017 a Comiso.

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