La Ibla misteriosa di Gianni Bonina: un thriller tra storia, superstizione e atmosfere esoteriche. Il romanzo inedito già premiato

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RAGUSA – C’è una Ragusa Ibla che va oltre le sue chiese barocche, i vicoli silenziosi e i panorami da cartolina. È una città fatta di ombre, antiche profezie, superstizioni e memorie che sembrano riaffiorare dal passato. È questa la Ibla raccontata da Gianni Bonina nel suo ultimo romanzo, Gli altari di Ibla, un’opera che mescola con naturalezza romanzo storico, thriller investigativo, suspense psicologica ed elementi esoterici.

Lo scrittore e giornalista, vincitore del premio letterario “I Murazzi” di Torino per il romanzo inedito, costruisce una storia che prende avvio da una vicenda apparentemente ordinaria. La protagonista è Sira Scucces, quarantenne milanese che arriva per la prima volta a Ibla per occuparsi della vendita di un antico palazzo nobiliare ricevuto in eredità dal padre, insieme al fratellastro Guiscardo.

Ben presto, però, quello che doveva essere un semplice viaggio legato a questioni patrimoniali assume contorni inquietanti. Attorno al nome della donna aleggia infatti una leggenda che gli abitanti conoscono bene. Prima di lei, altre tre donne con lo stesso nome sarebbero morte all’età di quarant’anni, ciascuna in coincidenza con una delle grandi tragedie che hanno segnato la storia del territorio: il devastante terremoto del 1693, il sisma del 1908 e l’epidemia di colera del Novecento. Quando compare un enigmatico messaggio che parla della “quarta e ultima Sira” e la protagonista scompare senza lasciare traccia, il romanzo entra definitivamente nel territorio del mistero.

La ricerca della donna dà vita a due percorsi narrativi destinati a intrecciarsi. Da una parte c’è l’indagine del capitano dei carabinieri Dell’Orio, convinto che dietro la sparizione si nascondano interessi economici e familiari, con il fratellastro Guiscardo tra i principali sospettati. Dall’altra si muove Paola Casiraghi, amica milanese della scomparsa e appassionata di occultismo, che cerca spiegazioni nelle antiche teorie baronali e nelle tradizioni esoteriche legate a Ibla. A complicare ulteriormente il quadro contribuisce anche il procuratore capo Incatasciato, che non esclude una matrice satanica.

Ad alimentare l’atmosfera sospesa tra realtà e leggenda interviene una galleria di personaggi che sembrano usciti dalla tradizione popolare siciliana. La governante conosciuta come “la Castellana”, capace di guarire utilizzando antichi rituali, l’eremita Muro Incrociato e la cartomante Mamannina contribuiscono a costruire un universo narrativo nel quale il confine tra razionalità e soprannaturale diventa sempre più sottile.

Il vero cuore del romanzo, tuttavia, è Ragusa Ibla. Bonina sceglie di trasformare il quartiere storico in un autentico protagonista della vicenda. Le sue architetture barocche, i palazzi nobiliari, i mascheroni scolpiti nella pietra, le persiane chiuse e le strade antiche diventano parte integrante della narrazione, quasi fossero testimoni silenziosi di segreti tramandati nei secoli.

Non è casuale il richiamo all’universo letterario di Gesualdo Bufalino, evocato sin dalle pagine iniziali. Ibla viene raccontata come una città dai due volti, capace di mostrare contemporaneamente bellezza e inquietudine, luce e oscurità. Anche gli ambienti riflettono questa contrapposizione: al caldo abbacinante delle campagne siciliane si oppongono gli interni freddi, umidi e decadenti del palazzo di famiglia, simbolo di un passato che continua a esercitare il proprio peso sul presente.

La scrittura alterna descrizioni ricche di dettagli, soprattutto nella ricostruzione degli ambienti aristocratici e degli arredi d’epoca, a dialoghi dal ritmo serrato che mantengono alta la tensione narrativa. Il risultato è un romanzo che riesce a fondere accuratezza documentaria, riferimenti culturali e capacità di coinvolgere il lettore fino all’ultima pagina.

Con Gli altari di Ibla, Gianni Bonina consegna così a Ragusa Ibla una nuova dimensione letteraria: non solo scenario della storia, ma luogo simbolico in cui si incontrano memoria, superstizione, identità e destino. Un thriller che utilizza il fascino del quartiere barocco per raccontare paure antiche e interrogativi senza tempo.

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