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E’ morto il “Babbo Natale” di Ragusa: faceva sognare migliaia di bambini
10 Ott 2026 15:32
RAGUSA – Ci sono persone che riescono a trasformare un costume in qualcosa di molto più grande. Antonio Aggius Vella era una di queste. Per migliaia di bambini ragusani non era semplicemente un uomo vestito di rosso, con una lunga barba bianca e un sacco di regali: era Babbo Natale. Quello vero, almeno per chi lo aspettava con gli occhi pieni di meraviglia tra le strade e le piazze di Ibla.
La notizia della sua morte, avvenuta all’età di 71 anni, lascia un vuoto in una città che aveva imparato a riconoscerlo e ad affezionarsi a lui. Negli ultimi due anni era stato uno dei volti più amati delle feste natalizie, diventando un punto di riferimento per bambini e famiglie. La sua capacità di entrare nel personaggio, la spontaneità e quella battuta sempre pronta avevano contribuito a rendere speciali gli incontri durante le festività.
Ma dietro la barba autentica e l’abito rosso c’era soprattutto una persona che aveva scelto di dedicare tempo ed energie agli altri, trovando nella gioia dei più piccoli una gratificazione che andava ben oltre il ruolo interpretato.
«Sono io Babbo Natale e abito a Ragusa»
Nel gennaio 2025 RagusaOggi aveva incontrato Antonio, che tutti chiamavano Tony, per un’intervista esclusiva destinata a raccontare l’uomo dietro il personaggio. Il titolo scelto allora, «Sono io Babbo Natale e abito a Ragusa», riassumeva perfettamente il suo modo di vivere questa esperienza.
Ex finanziere in pensione, aveva raccontato che tutto era cominciato quasi per caso, grazie alla sua somiglianza con Santa Claus. Prima gli incontri nelle scuole, poi il coinvolgimento nelle iniziative natalizie, fino a trasformare quella che sembrava una semplice interpretazione in una vera e propria missione personale.
Anche la barba era diventata parte di questa storia: quella naturale, lasciata crescere ogni anno a partire da maggio, gli permetteva di presentarsi ai bambini con un aspetto che sembrava uscito direttamente dalle illustrazioni delle fiabe. Il vestito, cucito su misura, completava un’immagine nella quale era facile riconoscere il personaggio più atteso del Natale.
Eppure, come aveva spiegato durante l’intervista, non erano il costume o la somiglianza a fare la differenza. Erano gli abbracci, i sorrisi e il rapporto umano che riusciva a instaurare con chi gli si avvicinava.
Le letterine dei bambini e le richieste che arrivavano al cuore
Nel racconto di Tony c’era anche il lato meno conosciuto di Babbo Natale. Accanto alle letterine con le richieste di giocattoli, videogiochi e regali, arrivavano desideri molto più difficili da esaudire. Bambini che chiedevano di far tornare insieme mamma e papà, oppure che speravano in un miglioramento delle condizioni di salute di un genitore.
«Sono momenti commoventi», aveva raccontato, spiegando quanto quelle confidenze lo toccassero nel profondo. Non voleva illudere i piccoli, ma cercava di rispondere con delicatezza, lasciando spazio alla speranza.
Nell’intervista aveva riferito di aver incontrato, in quella stagione natalizia, oltre 7.000 bambini tra Ibla, scuole e altri luoghi. Un numero che restituisce la dimensione del suo impegno e la capacità di raggiungere famiglie e comunità diverse.
Il suo Babbo Natale non era, dunque, soltanto quello delle fotografie ricordo o dei regali sotto l’albero. Era anche qualcuno disposto ad ascoltare, ad accogliere una confidenza e a regalare qualche momento di serenità.
«Il sorriso dei bambini è il dono più grande»
Tony era convinto che il significato del personaggio andasse oltre la magia e la fantasia. «Ai bambini spiego che Babbo Natale non è un essere magico, ma una persona che dedica la sua vita a far felici gli altri», aveva detto a RagusaOggi, descrivendo il proprio ruolo con parole che raccontavano molto della sua sensibilità.
Nella sua vita c’era spazio anche per l’arte e il teatro. Dipingeva e collaborava con compagnie teatrali, mettendo la propria capacità di interpretare personaggi al servizio di esperienze diverse. Ma era soprattutto nei panni di Santa Claus che riusciva a incontrare un pubblico capace di restituirgli, in pochi secondi, emozioni autentiche.
«Il sorriso dei bambini è il dono più grande», aveva affermato. Una frase che oggi assume un significato particolare, ripensando a tutte le persone che negli anni hanno incrociato il suo cammino.
La sua scomparsa riguarda la famiglia, gli amici e quanti gli hanno voluto bene, ma tocca anche quella parte della comunità che aveva trovato in lui un simbolo delle feste. Perché a volte un personaggio diventa parte dei ricordi collettivi: una presenza attesa, un volto familiare, una fotografia da conservare.
A Ragusa, per tanti bambini, il Natale aveva anche il suo volto. E la sua barba bianca.
I funerali di Antonio Aggius Vella saranno celebrati domenica 11 ottobre alle ore 10 nella chiesa di San Pio X, a Ragusa.
Riproponiamo a seguire la nostra intervista del 5 gennaio 2025, nella quale Tony ci aveva raccontato la sua storia, il rapporto con i bambini e il significato più profondo di essere Babbo Natale.
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