Consiglio comunale ad alta tensione a Vittoria: una frase scatena Aiello. Chiamata in causa anche la Presidenza

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I toni si sono accesi ieri sera in Consiglio comunale e gli strascichi politici arrivano puntuali questa mattina. A far esplodere il nuovo fronte di scontro è una frase pronunciata in Aula dal consigliere comunale Salvatore Artini che, rivolgendosi a un componente dell’Amministrazione, avrebbe utilizzato l’espressione dialettale “si cosa ri stari ’n campagna”.

Parole sulle quali interviene adesso direttamente il sindaco Francesco Aiello, trasformando quello che poteva rimanere uno degli episodi del confronto acceso in Consiglio in una questione politica e istituzionale. Il primo cittadino parte proprio dal significato attribuito alla frase: utilizzare la campagna come termine dispregiativo, sostiene, significa colpire un mondo che rappresenta una parte fondamentale della storia economica e sociale di Vittoria.

“L’agricoltura non è un lavoro qualsiasi per Vittoria – afferma Aiello – è una parte fondamentale della sua storia e, per intere generazioni, è stata il vero motore economico della città e del territorio”.

Aiello: “Il lavoro degli agricoltori merita rispetto”

Il sindaco allarga quindi il ragionamento alle migliaia di famiglie che hanno costruito aziende e reddito attraverso il lavoro nei campi. Un settore che non riguarda soltanto la produzione agricola, ma che negli anni ha alimentato commercio, trasporti, lavorazione e servizi. “Utilizzare ‘la campagna’ e il lavoro agricolo come termine dispregiativo significa, oltre che mancare di rispetto a chi oggi continua a lavorare nei campi, offendere la storia di una comunità che proprio su quel lavoro ha costruito una parte importante del proprio sviluppo”. Ma la polemica non si ferma alla frase di Artini. Aiello sposta infatti il terreno dello scontro sul funzionamento stesso del Consiglio comunale. Il confronto politico, osserva, può essere duro e persino aspro, ma deve rimanere entro i confini del rispetto personale e istituzionale.

“Le parole pronunciate in quell’Aula hanno un peso diverso da quelle pronunciate in qualsiasi altro contesto. Si può dissentire, si può criticare, si può essere anche molto duri nel confronto politico, ma non si può svilire il lavoro e la dignità delle persone”.

Nel mirino anche la Presidenza del Consiglio

Ed è nella parte finale dell’intervento che arriva un’altra stoccata. Aiello richiama infatti il ruolo della Presidenza del Consiglio comunale, alla quale compete garantire il corretto andamento dei lavori e il rispetto delle regole dell’Aula. “Mi sarei aspettato un richiamo immediato a mantenere il confronto entro i limiti del rispetto che l’Aula consiliare impone”, afferma il sindaco.

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