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Perché andare? Emigrazione, dal latino tardo emigratio-onis; In generale, cito il dizionario Treccani, il fenomeno per cui gruppi di esseri viventi, uomini inclusi, si spostano verso territori diversi da quelli in cui risiedono. In particolare, l’espatrio o spostamento regionale a scopo di lavoro.

Penso all’emigrazione degli italiani verso gli Stati Uniti, penso all’emigrazione dei lavoratori meridionali verso il nord, penso all’emigrazione come fattore di insediamento definitivo di popoli in territori diversi da quelli della nascita dove non è prevista l’eventualità del ritorno.

 In quanti, nel mio paese, Santa Croce Camerina, sono emigrati tra la fine del 1800 ed il 1900.

 Penso agli anni in cui l’emigrazione ha toccato punte elevate: nei primi anni del ‘900, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, negli anni ’60 e ’70 ci fu uno spopolamento del paese.

 Poi ci sono stati gli anni del ritorno, il flusso della gente divento da emigratorio a immigratorio con il boom dell’agricoltura (le serre), e il paese si riempì di nuove famiglie, di giovani, di voci nelle strade e nelle piazze.

 La gente aveva ritrovato fiducia ed era animata da un interesse positivo nei confronti del futuro che appariva teso alla conquista di nuovi orizzonti di progresso economico e sociale. Questi sono gli anni, dove ricordo massiccia la presenza  di giovani in paese.

Oggi guardo questo paese e mi chiedo…. e i giovani?…dove sono? ( eppure c’è un buon indice di natività 10,5%)  – fuori! Chi per motivo di studi, chi per lavoro. Oggi il 20% dei giovani del mio paese è fuori. Anche all’estero.

Vero, il paese si spopola di giovani e senza giovani non vi è futuro, cosa cercano in altri territori? cosa intendono fare?

Quale sofferenza per loro e per i loro genitori che li hanno cresciuti e che li vedono andare via.

 E’ vero che…. Senza sofferenza non c’è piacere ho sentito ripetere a mio figlio.

Qual è il futuro per questi giovani. Molte volte penso che siano all’oscuro di tutto.          

Tutto è un incognita.

Cos’è importante per la formazione, per la crescita, per un buon futuro?

Luce e ombra si diceva in una tesi di laurea. Cos’è la luce e che cos’è l’ombra’’

La luce è intesa come l’elaborazione di un progetto e la sua realizzazione.

L’ombra la non realizzazione di quel progetto.

Ma luce ed ombra ci saranno sempre, perché  fanno parte di un sistema che nell’equilibrio dei due opposti trova la sua dimensione. Questa è la dimensione in cui l’uomo vive l’avventura della vita.

E a noi genitori resta sta solo di lasciarli andare e sperare che guardino solo verso la luce per affermare e valorizzare le loro  facoltà intellettive.

Fino a quando in Sicilia dovremo essere vittime dell’emigrazione! e pensare che fino a poco prima dell’unificazione dell’Italia avevamo risorse e sviluppo più o meno simile a quello del nord e in certi campi superiore, nel 1859 il debito pubblico nel Regno delle Due Sicilie era di 411,5 milioni di lire mentre nel Regno di Sardegna era di 1.121,4, il rapporto Debito/PIL era nel Regno delle Due Sicilia il 16,57% mentre nel Regno di Sardegna il 73,86%.

L’emigrazione che prima dell’unificazione  d’Italia era un fenomeno sconosciuto è dovuto, nostro malgrado, diventare una triste realtà a causa dell’impoverimento decretato da politiche scellerate che nacquero dopo l’unificazione e che tutt’oggi non ha ancora avuto termine.

In ultimo voglio citare alcuni dati su cui riflettere: nel 2010 a Santa Croce Camerina, l’età media della popolazione è di 40,1 anni, mentre nel 2007 era di 39,5, si va verso un progressivo invecchiamento della popolazione, dovuto molto probabilmente sia all’immigrazione da parte di extracomunitari adulti che cercano lavoro nel nostro territorio che all’allontanamento dei giovani che cercano lavoro altrove.

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