Camera di Commercio Sud Est, varato il dissesto finanziario. Intervento del Codacons

Il Consiglio della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia (già Camera di Commercio di Catania, Ragusa, Siracusa e della Sicilia orientale) ha approvato nei giorni scorsi il bilancio di previsione 2019 annunciando il dissesto economico-finanziario. Il riequilibrio economico patrimoniale e finanziario da rispettarsi in ossequio alle disposizioni previste nel Dpr del 02.11.2005 n. 254 e nella circolare ministeriale 3612/C del 2007 verrà raggiunto esclusivamente utilizzando gli avanzi patrimonializzati. Dissesto economico finanziario

La Camera di Commercio nella delibera di Giunta ha già indicato per l’anno 2018 una stima del disavanzo pari ad Euro 7.470.000,00 ed ha altresì previsto per l’anno 2018 una ulteriore perdita di Euro 7.500.000,00.

C’è da evidenziare che la Giunta Camerale aveva già elaborato un bilancio di previsione per l’anno 2019 e successivamente ha sospeso l’approvazione di tale bilancio in quanto nelle more ha scoperto l’esistenza di una differenza in negativo della giacenza di cassa al 27.12.2018 rispetto a quella al 31.12.2017 di oltre 3.000.000,00 di Euro. Vista tale differenza e prevista la impossibilità di poter far fronte ai pagamenti per i primi 3 mesi del 2019 ha pensato bene di modificare di gran corsa il bilancio di previsione appostando nella novellata versione le anticipazioni di cassa da richiedere al servizio di tesoreria tenuto dal Credito Siciliano S.p.A. inserendo negli oneri finanziari le spese per interessi passivi previsti, pari ad Euro 65.000,00.

La stessa Giunta nella propria relazione, con fare confessorio, ammette che l’equilibrio economico finanziario è destinato ad essere compromesso e che occorre un monitoraggio attento dei flussi di cassa futuri. Ci si chiede perché solo adesso la Giunta intende monitorare il flusso e non prima per evitare il conclamato dissesto?

Si può ricordare un famoso detto catanese: “Solo dopo aver rubato i gioielli di Sant’Agata, si è provveduto a realizzare dei cancelli in ferro a protezione degli stessi gioielli”.

La Giunta prevede altresì quale soluzione al problema la parziale cessione di quote a favore di soggetti privati delle azioni detenute dalla Camera nella società di gestione dell’aeroporto di Catania. Il problema sembra risiedere nell’annosa questione delle spese derivanti dal personale in quiescenza, dagli accantonamenti relativi e dal decremento dei diritti annuali.

Ciò nonostante, ci si chiede in aggiunta il perché tali movimentazioni di cassa non siano state adeguatamente monitorate dall’organismo di revisione, che nella propria relazione si limita a descrivere l’operazione di appostazione degli interessi passivi senza formulare alcun parere sulla differenza negativa della giacenza di cassa e quindi della necessità di appostare le anticipazioni sopra dette.

Il Codacons provvederà ad analizzare attentamente i documenti pubblicati ed a trarne le necessarie conseguenze, monitorando la situazione e le azioni intraprese, a tutela dell’interesse collettivo e della corretta amministrazione dell’Ente pubblico.

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