Aeroporto Comiso e Ryanair che accusa la Sac: «L’accordo c’era, la porta è ancora aperta»

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«Se vogliono onorare il contratto, l’indomani mattina siamo di nuovo a Comiso». Le parole di Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, riaprono con toni particolarmente netti il caso dei rapporti tra la compagnia irlandese e la Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. A riportare l’intervista è Giorgio Caruso su la Repubblica Palermo. E dalle parole del numero uno di Ryanair emerge un’accusa precisa: secondo la compagnia, nel 2023 un accordo per mantenere e sviluppare la presenza a Comiso sarebbe stato raggiunto, salvo poi essere modificato dalla Sac al momento della firma. «La possibilità di tornare c’è. Io ero andato a Catania per firmare il contratto. Avevamo un accordo, ma quando siamo atterrati hanno cambiato idea», racconta Wilson a Repubblica. L’amministratore delegato di Ryanair arriva a definire quanto accaduto «un tipico trucco siciliano», sostenendo di avere anche la documentazione che dimostrerebbe l’esistenza dell’intesa. La vicenda risale all’aprile del 2023, quando Ryanair aveva programmato una conferenza stampa in Sicilia per presentare nuove rotte. L’appuntamento venne poi annullato e la compagnia accusò la Sac di avere modificato i termini dell’accordo alla vigilia della firma. La versione della società aeroportuale è però diametralmente opposta. La Sac aveva sostenuto che fosse stata Ryanair a cambiare posizione e si era dichiarata disponibile a sottoscrivere l’accordo già raggiunto. Secondo il gestore, le richieste economiche avanzate dalla compagnia avrebbero inoltre creato condizioni discriminatorie nei confronti degli altri vettori. Nel 2025 l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi, era stato ancora più esplicito, spiegando che Ryanair avrebbe chiesto «ulteriori fondi da Catania per continuare a volare su Comiso». Wilson oggi ribalta nuovamente la ricostruzione: «L’accordo c’era, è stata la Sac a tirarsi indietro». Ed è proprio questo il punto che rende particolarmente pesanti le dichiarazioni arrivate oggi. Non si tratta soltanto della possibilità che Ryanair torni a operare a Comiso, ma della ricostruzione di un passaggio decisivo che potrebbe avere avuto conseguenze molto rilevanti sul futuro dello scalo ibleo. I numeri raccontano infatti quanto sia cambiato il traffico passeggeri dopo l’uscita di Ryanair. Nel 2022, ultimo anno pieno con la compagnia irlandese, Comiso aveva registrato 364.735 passeggeri. Nel 2023 erano scesi a 303.414, nel 2024 a 260.438, fino ai 134.495 del 2025. In tre anni lo scalo ha perso circa 230 mila passeggeri. Una contrazione che rende ancora più significativa la frase pronunciata oggi da Wilson: «La porta è aperta». Perché, almeno secondo la ricostruzione dell’amministratore delegato di Ryanair, il ritorno della compagnia non sarebbe legato all’impossibilità di operare a Comiso, ma alla soluzione della partita con la Sac. La questione era tornata sul tavolo anche nell’ottobre 2025, quando Maria Rita Schembari, allora sindaca di Comiso e presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, aveva incontrato in videoconferenza i vertici di Ryanair. Da quell’incontro era emersa una disponibilità della compagnia a valutare il ritorno a Comiso nell’ambito di una trattativa complessiva con Sac. Un anno dopo, però, gli aerei Ryanair non sono ancora tornati. Nel frattempo lo scalo ibleo ha trovato una continuità diversa con Aeroitalia, che dal novembre 2025 collega Comiso con Roma Fiumicino e Milano Linate nell’ambito della continuità territoriale, con tariffe fissate fino al 2028. Ma le dichiarazioni di Wilson riaprono una domanda molto concreta: perché, se Ryanair sostiene oggi che l’accordo del 2023 esisteva e che sarebbe ancora pronta a tornare, quella intesa non è mai diventata operativa? La risposta, naturalmente, spetta alla Sac. Ma la ricostruzione fornita dal vertice di Ryanair mette direttamente sotto accusa la società che gestisce Comiso e Catania e riporta al centro una vicenda che, a distanza di oltre tre anni, continua ad avere conseguenze pesanti sui numeri dello scalo ibleo. E soprattutto introduce un elemento nuovo: secondo Wilson, la soluzione sarebbe ancora possibile. «Se vogliono onorare il contratto», dice, «l’indomani mattina siamo di nuovo a Comiso». A questo punto la palla è nuovamente nel campo della Sac. Mentre i cittadini sono decisamente stanchi.

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