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A FLORIDIA IL FESTIVAL DEL CINEMA NAZIONALE SINTETIZZA IL CONFINE TRA FINZIONE E REALTÀ
05 Set 2014 08:42
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Floridia. Il “Floridia Filmfest” giunge alla sua quinta edizione: “Ciak” il 20 settembre. Era partito già con il piede giusto. Cinque anni fa era stato inserito nel Coordinamento regionale dei festival in Sicilia per la presenza di attori che hanno segnato i palcoscenici della cinematografia mondiale. Merito di un altro talento: il giovane direttore artistico, Renato Scatà. Un cineasta che fin da bambino ha conservato l’amore per la pellicola e le storie che raccontano la vita, fornendo le chiavi di lettura del reale. “Se ci fosse un sottotitolo in questa quinta edizione del Floridia Film Fest – ammette Scatà – vorrei fosse “la cura”. La cura, perché il percorso che ho preparato, ci ricorda come l’arte cinematografica salvi gli uomini, trasportandoli dal sogno alla realtà. Emblema di questa mia riflessione è sicuramente il film su Franco Battiato “Temporary Road” che ho inserito tra gli eventi speciali”. Un mix di musica ed esistenzialismo, riflessione mistica e cadute libere, proprio come la vita umana, così alta eppure cosi bassa. “Un’opera – precisa – che va al di là della visione, che esce dallo schermo proprio come i film del grande Paolo Benvenuti, un maestro che avrò l’onore di ospitare e che ha raccontato la vita in diversi aspetti, scavando nelle profondità umane anche quando sembrava tutto perduto, come nel caso del film sulla mafia “segreti di stato” in programma al festival. Lì, si racconta con lucidità, l’esistenza del bandito Giuliano in bilico tra mito e uomo, ombra e luce. Un festival quindi che serva a curare gli animi, ad addolcirli per prepararli alla vita, un evento intimo ma aperto a tutti gli argomenti anche i più complessi”. Alessandra Di Sanzo, celebre per aver interpretato Mery nel film “Mery per sempre”, approfondirà il complesso rapporto che c’é tra reale e irreale, appunto tra cinema e vita, quella strana relazione che rende i personaggi più veri che mai, cosi forti da rompere gli schermi. Lei era veramente Mery? Soffriva come il personaggio? Era il personaggio stesso? Più che risposte, cercheremo le cure o almeno le sogneremo”.
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