IL VOLO INAUGURALE

Caro Direttore, è scoppiata la febbre aeroportuale, sembra che, finalmente, il momento atteso da anni sia arrivato. Come è normale in questi casi si estrinsecano mille comportamenti e atteggiamenti nei confronti dell’evento: politici in trasferta per fare ala alla consegna di un foglio di carta, fotografie inconsapevoli che scatenano le ire della demagogia più repressa, giudizi positivi che si accompagnano a dubbi sulle effettive possibilità di un decollo, non di un aereo ma di tutto l’aeroporto con il territorio di pertinenza.

In ogni caso, non ci sono e non ci possono essere cittadini che potranno disconoscere la grande importanza del momento, a meno che non si vogliano considerare quelli che, con estrema superficialità, si appendono alla trasferta di qualche politico come se gli stessi, non solo per le condizioni personali ma piuttosto per gli  emolumenti che percepiscono, legittimi ma tanto contestati oggi dall’opinione pubblica, non aspettassero altro che l’apertura dell’aeroporto per una gita a Roma. 

Piuttosto Le scrivo perché fra i tanti articoli sull’argomento ho percepito uno smarrimento di fondo sui preparativi e sugli eventuali festeggiamenti da organizzare. Il tutto è condizionato, naturalmente, dalla attuale ma temporanea assenza di aeromobili sul cemento della pista, cosa  che rende, per un attimo, l’aeroporto un contenitore sfavillante ma vuoto. Non è da trascurare la situazione di crisi generale che impone manifestazioni sobrie e senza eccessi.

Mi viene allora un’idea: chi si potrebbe far venire con una scusa per creare gratis l’evento ?

Naturalmente sarebbe necessario, per l’occhio sociale, avere in pista anche un piccolo jet, non certo qualche bimotore ad elica degli anni 70 del secolo scorso. Ottimi sarebbero gli aerei militari, ma non sono tempi di sprechi e di riferimenti alle guerre.

A suo tempo, la sinistra trovò il cacio sui maccheroni: primo ministro D’Alema, aereo della Presidenza del Consiglio, scritta gigante sui laterali dell’aereo, “Repubblica Italiana”, elegante accostamento di colori fra i bianco immacolato della carlinga e il blu della scritta che faceva pendant con il baffino del premier.

Oggi i tempi sono più difficili, e sia da ringraziare il Padre Eterno che non c’è più Monti perché, se invitato, sarebbe venuto in treno, al massimo con il treno Barocco, quindi estenuanti attese di ore.

A chi ci potremmo rivolgere ora ?

Ma ragazzi, scherziamo, siamo in campagna elettorale, Silvio, proprio ieri ha rinnovato al Senatore Firrarello la promessa di scendere a Catania, facciamo la danza della cenere e speriamo che l’aereo sia dirottato su Comiso Deserto per le intemperanze del vulcano, e abbiamo fatto Bingo.

In ogni caso non mancheranno notabili locali del Pdl in grado di influenzare positivamente il ‘divino’ per un atterraggio dimostrativo sulla cittadina casmenea, altrimenti mettiamo l’inaugurazione nelle mani di Firrarello e del genero Castiglione e risolviamo tutto. Ne beneficerebbe il territorio ( purtroppo non quello di Nello Di Pasquale, ma nella vita mai dire mai ), ne beneficerebbero i candidati nei Comuni dove si va al voto, Comiso in primis, Ragusa a ruota, Acate come facente parte dell’ipparino, Modica in ogni caso capitale e capoluogo della Contea (non c’entra niente ma la nobiltà fa sempre effetto anche per un ricco palazzinaro come Berlusconi ).

E Berlusconi, se viene, non scende certo con un vecchio modello di seconda mano, il problema sarà, casomai sapere se a Comiso hanno pensato alle scalette esterne o pensano di far uscire i passeggeri dagli scivoli gonfiabili, che aspettando gli aerei potrebbero essere utilizzati per far divertire i giovanissimi.

L’ultimo problema da risolvere sarebbe l’auto per salire a Ragusa alla inevitabile convention del PDL per il candidato della coalizione, non essendoci fra le auto dei dirigenti le Audi A8 senza di cui il Cavaliere non si sposta, ma forse intervenendo sulla locale concessionaria qualcosa si riesce ad avere, altrimenti cercheremo almeno di trovare una A6 blu, sperando che Berlusconi si accontenti: gli diremo che è di un fedelissimo e lui sarà alleviato nel momentaneo fastidio.

Se qualcuno si lamenta per la par condicio, possiamo tentare di far ritornare D’Alema, questa volta in barca a vela, attracco al Porto Turistico di Marina di Ragusa, se il pescaggio lo consente.

Lettera firmata

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