Frigoriferi in tilt, l’allarme diventa europeo: verifiche sui casi in Sicilia

Frigoriferi in tilt, l’allarme diventa europeo: verifiche sui casi in Sicilia

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Quella che questa mattina era una segnalazione arrivata dalla Sicilia è diventata, nel giro di poche ore, un caso europeo. Frigoriferi e congelatori dei supermercati mandati fuori controllo, temperature alterate a distanza, alimenti ritirati dagli scaffali e tonnellate di merce potenzialmente da buttare: l’ondata di attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione della grande distribuzione si sta allargando in diversi Paesi.

In Sicilia sono stati segnalati malfunzionamenti in alcuni punti vendita e sono in corso verifiche tecniche per stabilire se possano essere collegati allo stesso fenomeno.

RagusaOggi aveva pubblicato la notizia questa mattina alle 10.16, partendo proprio dalle anomalie riscontrate nell’Isola. Nel pomeriggio il quotidiano nazionale Open, approfondendo il caso, ha infatti ricordato che «le prime segnalazioni erano partite da un’anticipazione del sito locale RagusaOggi».

Open ha quindi contattato direttamente operatori della grande distribuzione e ha raccolto ulteriori riscontri. Secondo quanto riferito dal giornale, sarebbero almeno una dozzina i punti vendita interessati da anomalie tra Palermo, Catania e Ragusa.

Giuseppe Spadaro, direttore generale di Coop Radenza, ha confermato a Open che alcuni negozi hanno effettivamente registrato problemi ai sistemi di refrigerazione.

Resta però un punto fondamentale: per i casi siciliani non è ancora accertato che la causa sia un attacco hacker. I tecnici stanno lavorando sugli impianti e, allo stato attuale, occorre distinguere i malfunzionamenti effettivamente riscontrati nell’Isola dagli attacchi informatici ormai confermati in diversi Paesi europei.

Nel frattempo il quadro internazionale si è rapidamente allargato.

Attacchi in diversi Paesi europei

Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Irlanda e Paesi Bassi sono tra i Paesi nei quali sono stati segnalati problemi ai sistemi di refrigerazione. In diversi casi è stata confermata una compromissione informatica.

Il meccanismo è particolarmente insidioso perché non colpisce casse, pagamenti o siti internet dei supermercati, ma direttamente gli impianti che garantiscono la catena del freddo. Gli hacker riescono ad accedere da remoto ai sistemi di controllo e possono modificarne i parametri di funzionamento, arrivando ad attivare la modalità di sbrinamento dei congelatori.

In alcuni supermercati europei le temperature sono salite fino a circa 50 gradi, rendendo inutilizzabili frigoriferi e freezer. Le conseguenze sono immediate: carne, prodotti freschi, surgelati, latticini e altre derrate non possono più essere commercializzati quando viene compromessa la corretta conservazione.

In Svezia alcuni supermercati hanno dovuto svuotare completamente i congelatori. In Belgio sono stati interessati punti vendita di grandi catene come Carrefour, Delhaize, Intermarché e Spar. In Irlanda tredici supermercati hanno ritirato preventivamente prodotti freschi e surgelati. Nei Paesi Bassi sarebbero state interessate numerose attività alimentari.

Il timore è che il bilancio finale possa tradursi in tonnellate di cibo da distruggere e danni economici molto consistenti.

L’Europa segue il caso

La vicenda ha ormai raggiunto anche le istituzioni europee. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha definito preoccupante il fenomeno, sottolineando il rischio di interferenze sulla catena di approvvigionamento alimentare e sulla fiducia dei consumatori.

Al momento nessuno ha rivendicato gli attacchi e resta da chiarire se gli episodi registrati nei diversi Paesi siano riconducibili a un’unica regia.

Il precedente più importante risale alla Francia, dove il 12 ottobre numerosi supermercati erano stati interessati da anomalie analoghe. Le prime verifiche avevano acceso l’attenzione soprattutto sulle centraline di refrigerazione più vecchie, collegate a Internet e non più adeguatamente aggiornate dal punto di vista della sicurezza.

Sistemi vecchi e accessi da remoto tra i punti deboli

Uno degli aspetti centrali riguarda proprio la tecnologia utilizzata per controllare frigoriferi e congelatori industriali. Questi impianti possono essere gestiti a distanza per consentire ai tecnici di intervenire rapidamente in caso di guasti. La stessa possibilità, però, può diventare un punto di vulnerabilità se i dispositivi sono obsoleti, utilizzano software non aggiornati o sono esposti direttamente alla rete.

Dopo gli episodi francesi erano già state diffuse raccomandazioni per rafforzare le protezioni: modifica delle password predefinite, limitazione degli accessi remoti, aggiornamento dei sistemi e monitoraggio continuo dei parametri degli impianti.

Adesso l’attenzione si concentra anche sull’Italia. Per la Sicilia bisognerà attendere l’esito delle verifiche tecniche per capire quale sia stata l’origine dei malfunzionamenti registrati in alcuni punti vendita e se esista realmente un collegamento con l’ondata di cyberattacchi europei.

Quello che appare ormai evidente è che la sicurezza informatica non riguarda più soltanto dati, siti web e sistemi di pagamento. Un attacco può arrivare fino ai frigoriferi di un supermercato e avere conseguenze immediate sulla merce, sull’attività commerciale e sulla catena alimentare.

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