Ragusa ricorda Maria Zarba, uccisa dal marito: l’appello di Adessobasta a otto anni dal femminicidio

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Domani, 11 ottobre ricorre l’anniversario della morte di Maria Zarba, uccisa nel 2018 a Ragusa. L’associazione Adessobasta richiama la comunità alla responsabilità: «La memoria ha valore solo se si trasforma in un cambiamento concreto».

Otto anni dopo il femminicidio di Maria Zarba, la sua storia continua a rappresentare una ferita per la comunità ragusana e un richiamo a non abbassare la guardia contro la violenza maschile sulle donne. In occasione dell’anniversario dell’11 ottobre, l’associazione Adessobasta rinnova il proprio impegno affinché il ricordo non resti una semplice commemorazione, ma diventi occasione di consapevolezza e cambiamento.

Un messaggio che assume un significato ancora più forte alla luce dei numerosi femminicidi che continuano a sconvolgere il Paese, coinvolgendo donne di età e condizioni sociali diverse. «Ricordare una donna uccisa non è un gesto rituale. È un atto di responsabilità civile, perché la memoria acquista valore solo se diventa impegno per fermare la violenza maschile contro le donne», sottolinea l’associazione. Adessobasta evidenzia come la violenza di genere non possa essere considerata una tragedia privata, ma una questione che riguarda l’intera società e che affonda le radici anche in stereotipi, disuguaglianze e modelli relazionali fondati sul controllo e sul possesso. Per contrastarla, occorrono prevenzione, educazione al rispetto, politiche efficaci e sostegno concreto alle donne, affinché nessuna sia lasciata sola davanti alla violenza.

Nel giorno della commemorazione, il pensiero va anche alla famiglia di Maria Zarba, alla quale l’associazione esprime vicinanza e rispetto, e a tutte le donne che non ci sono più, così come a quelle che ogni giorno cercano la forza di ricominciare. «Per Maria Zarba, per tutte le donne che non ci sono più e per quelle che ogni giorno cercano la forza di ricominciare, continueremo a esserci», ribadisce Adessobasta. A otto anni da quella tragedia, il ricordo di Maria Zarba rinnova una responsabilità collettiva: trasformare il dolore in azioni concrete, perché ogni femminicidio non sia soltanto un’altra vita spezzata da commemorare, ma un richiamo urgente a cambiare la società.

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