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I cavalli a Catania e le polemiche galoppanti a Vittoria: ma sui social c’è già chi protesta
03 Ott 2026 12:55
I cavalli “migrati” a Catania, ovvero l’opera di Arturo Di Modica che era stata immaginata per la Valle dell’Ippari e che da ieri sono invece stati installati in piazza Università nel capoluogo etneo, animano il dibattito politico a Vittoria. Una “rivolta” per la notizia del collocamento dei due cavalli monumentali (altezza 8 metri) che lo scultore vittoriese, reso celebre dal celebre “Toro di Wall Street” aveva realizzato come prototipo. La vera opera immaginata da Di Modica sarebbe stata ancora più grande.
L’opera, denominata Fighting horses, sarebbe stata ceduta temporaneamente all’amministrazione etnea, retta dal sindaco Enrico Trantino. Nessuno sapeva dell’avvenuto passaggio, né si era saputo nulla del fatto che i due cavalli avessero lasciato Vittoria. Da ieri si trovano in piazza Università. Ci resteranno per dodici mesi, ha fatto sapere il Comune di Catania.
La notizia ha destato grande eco a Vittoria. Molti coloro che gridano allo scandalo perché la famiglia avrebbe scelto di spostare le opere a Catania anziché lasciarle a Vittoria.
Di Modica era tornato a Vittoria da qualche anno, prima della morte arrivata nel 2021.
Alla periferia della città, in contrada Pozzo Bollente, aveva acquistato una tenuta e aveva realizzato la sua abitazione, ma anche il suo studio ed un grande laboratorio per realizzare le sue opere. Immaginava di realizzava una grande esposizione museale, un luogo simbolo per la cultura della sua città, ma aveva anche acquistato un grande edificio in via Bari (quartiere San Giovanni – Trinità) che avrebbe dovuto ospitare la sua esposizione permanente. Non completò mai questo suo progetto e l’edificio pare sia ora in vendita.
Era nato nel 1941, ma la sua carriera era stata costruita soprattutto negli Stati Uniti. Il suo nome è legato proprio al celebre “toro, il “Charging Bull,”, dei peso di 3,2 tonnellate. Di Modica lo realizzò interamente a sue spese e lo posizionò nel corso di una notte, senza nessuna autorizzazione, di fronte alla sede della borsa di Wall Street. Con esso, Di Modica voleva rappresentare la forza e la capacità del popolo statunitense di risollevarsi e di superare la grande crisi finanziaria del 1987.
A Vittoria, Di Modica aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita, immaginando di realizzare il suo grande progetto nella vallata dell’Ippari. L’opera monumentale sarebbe stata visibile anche dalla villa comunale, divenendo quindi un’attrattiva di grande interesse. Sarebbe stato necessario trovare i finanziamenti necessari. Ma non fece in tempo. La malattia lo portò via all’età di 80 anni, nel 2021. Pochi mesi prima, i quattro candidati sindaco di Vittoria (l’attuale sindaco Francesco Aiello e i suoi competitor del tempo, Salvatore Di Falco – promotore dell’iniziativa – Salvatore Sallemi e Piero Gurrieri) si erano recati nella sua tenuta di Pozzo Bollente. Era un primo segnale della volontà, condivisa da tutti, di dare seguito e di sostenere il progetto immaginato e voluto da Di Modica. Non si fece in tempo. Di Modica si spense nove mesi prima che si celebrassero le elezioni.
Da quando Di Modica è morto tutto si è interrotto.
Il senatore Salvatore Sallemi, uno dei quattro presenti al celebre incontro del 2020, si è scagliato contro Aiello e la sua Giunta: “La vicenda lascia l’amaro in bocca perché ci dà la misura l’amministrazione continua a perdere occasione, nella sua terra natale nessun cenno all’estro dell’arte di Arturo Di Modica, se non il cavallo presente in piazza Italia che non è certo merito dell’amministrazione Aiello. Si poteva cercare di portare i cavalli qui, di trovare le risorse necessarie”. Sallemi parla di “un’incapacità culturale dell’amministrazione Aiello”
L’ex assessore alla Cultura Paolo Monello replica con forza. “Come assessore ho cercato più volte di incontrare gli eredi e di visitare il parco ma non mi è stato mai consentito perché gli eredi dicevano di avere numerosi problemi con il fisco americano e per la successione. Nel 2024 la giunta voleva onorare l’artista anche con un documentario, ma gli eredi impedirono al regista di entrare nel parco e minacciarono l’amministrazione di ricorrere ad azioni legali contro un documentario dedicato all’artista e della durata di nemmeno 10 minuti. Da allora nessun rapporto né incontri. Ora in disprezzo alla città natale di Arturo Di Modica il dono a Catania”.
Rammaricato anche Arturo Barbante, attuale assessore e amico personale dell’artista. Anch’egli ribadisce che l’amministrazione avrebbe voluto incontrare gli eredi (la moglie e la figlia), ma che finora non è stato possibile. “Non abbiamo mai avuto rapporti, non c’è stata la disponibilità della famiglia. L’amministrazione del tempo, retta dai commissari prefettizi, aveva anche messo a disposizione uno spazio al cimitero per permettere alla famiglia di realizzare un monumento funebre. Non se ne fece nulla. Arturo Di Modica riposa in un loculo della società ”Rosario Cancellieri”, di cui era socio”.
La città di Vittoria ospitò anche la camera ardente di Arturo Di Modica, allestita nella sala lettura della biblioteca comunale, con una sua gigantografia. “Volentieri avremmo fatto altro e ci ripromettiamo di farlo – continua Barbante – Ma finora la famiglia non ha accettato i contatti”.
A Vittoria l’unica opera di Di Modica è il celebre cavallo ipparino, che oggi si trova in piazza Italia. L’amministrazione vittoriese, anche allora retta da Aiello, lo acquistò nel 2001, posizionandolo in via temporanea alla villa comunale. Poi, nel periodo dell’amministrazione Nicosia, venne spostato in piazza Italia, luogo simbolo dei cavalli per la presenza e la vendita dei celebri “cavalli da tiro”. Di Modica era presente. Per un breve periodo Di Modica fu anche assessore della giunta retta dal sindaco Nicosia. Restò in carica quattro mesi e si dimise subito dopo. Nei ricordi di tanti resta anche realizzata una grande festa per i suoi 70 anni.
Ora, il dibattito attorno alla sua opera “emigrata” a Catania. C’è chi è d’accordo, chi meno. Chi ritiene che in piazza Università l’opera avrà la sua giusta collocazione e un’adeguata valorizzazione. Chi si rammarica per il distacco tra Di Modica e Vittoria. E c’è anche chi sui social non apprezza la nuova opera. Per alcuni catanesi, l’opera risulta un corpo estraneo e qualcuno non vede di buon occhio la sua collocazione. E non manca l’ironia visto che il cavallo è uno dei piatti iconici della gastronomia catanese.


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