Sempre più ragusani fanno i conti con i debiti: per azzerarli servono 18 stipendi

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Alzi la mano chi non ha un debito con banche e finanziarie: in provincia possono farlo soltanto quattro persone su dieci. Non siamo tra le province italiane con il debito più alto, ma quando il conto viene rapportato agli stipendi la situazione cambia. A Ragusa servirebbero 18,3 mensilità di retribuzione per estinguere l’indebitamento medio di chi ha finanziamenti in corso. In Sicilia soltanto Messina fa registrare un valore superiore, 18,5 mensilità.
Il dato emerge da un’elaborazione del Sole 24 Ore pubblicata lunedì sui dati della Mappa del credito Crif aggiornati a giugno 2026 e sulle retribuzioni provinciali Istat.

In provincia di Ragusa il 63,6% della popolazione maggiorenne risulta avere almeno un rapporto di credito attivo. L’esposizione residua media ammonta a 22.696 euro: mutui, prestiti personali e finanziamenti finalizzati che devono ancora essere rimborsati.
La cifra, presa da sola, potrebbe perfino sembrare relativamente contenuta. A livello nazionale, infatti, Crif calcola un’esposizione residua media di 32.899 euro. Ma il punto è quanto quel debito pesa sui redditi disponibili. Ed è qui che Ragusa risale la classifica siciliana. Dietro Messina e Ragusa troviamo Palermo, dove occorrono 17,7 mensilità, Catania con 17,5, Trapani con 17, Siracusa con 16, Agrigento con 15,6, Enna con 15 e Caltanissetta con 14,4. La media riportata dall’elaborazione del Sole 24 Ore è di 19,5 mensilità a livello nazionale: Ragusa resta dunque al di sotto del dato italiano, ma presenta il secondo valore più elevato nell’Isola.

Parlare di “debiti delle famiglie” può trarre in inganno: i 22.696 euro non sono il debito medio di ogni famiglia ragusana, ma l’esposizione residua media dei soggetti che hanno rapporti di credito censiti da Crif.
Il fenomeno, intanto, si allarga. Nei primi sei mesi del 2026 il 60,7% degli italiani maggiorenni aveva almeno un finanziamento in corso, l’1,8% in più rispetto all’anno precedente. La rata media mensile è salita a 285 euro e il debito residuo del 4%. Mutui, prestiti e acquisti rateizzati continuano insomma a sostenere consumi e investimenti, ma nei territori dove gli stipendi sono più bassi anche un debito nominalmente inferiore può diventare più pesante. E il caso ragusano mostra precisamente questo.

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