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Caro carburante, la CGIL di Ragusa prepara la mobilitazione generale
22 Set 2026 10:13
Il caro carburante diventa terreno di mobilitazione anche in provincia di Ragusa. La CGIL iblea ha convocato per il prossimo 2 ottobre un incontro territoriale aperto al quale saranno chiamati a partecipare forze sociali, associazioni di categoria, sindaci, amministrazioni comunali, deputati regionali, rappresentanti istituzionali e Prefettura. L’obiettivo è arrivare alla definizione di una giornata di mobilitazione generale contro l’aumento dei prezzi dei carburanti e le conseguenze che i rincari stanno producendo su famiglie, lavoratori e pensionati.
Al centro del confronto ci sarà anche una proposta specifica per sostenere i lavoratori pendolari, costretti ogni giorno a utilizzare l’auto per raggiungere il posto di lavoro, spesso percorrendo decine di chilometri senza alternative reali nel trasporto pubblico. Per la CGIL, il costo del carburante si sta trasformando in una vera trattenuta indiretta sul salario, destinata a pesare sempre di più sui bilanci familiari.
Il sindacato sottolinea inoltre come i rincari non si fermino alla pompa, ma si trasferiscano sul costo delle merci e sul carrello della spesa, erodendo anche gli aumenti salariali ottenuti attraverso la contrattazione. “Non siamo più davanti a un semplice rincaro, ma a una vera emergenza sociale”, afferma il segretario generale della CGIL di Ragusa, Giuseppe Roccuzzo. “Per molti lavoratori andare al lavoro significa oggi spendere una quota sempre più consistente dello stipendio soltanto per raggiungere il proprio posto di lavoro”.
L’appuntamento del 2 ottobre servirà quindi a costruire una piattaforma comune, definire le richieste da avanzare alle istituzioni e individuare le forme della protesta. La CGIL punta a coinvolgere l’intero territorio e a trasformare il confronto in una mobilitazione ampia, visibile e partecipata.
Tra i temi sul tavolo ci saranno il contenimento del costo dei carburanti, il peso delle accise, la tutela del potere d’acquisto e misure concrete per alleggerire i costi sostenuti ogni giorno dai pendolari. Il messaggio del sindacato è netto, il caro carburante non può essere considerato soltanto un problema economico, ma una questione sociale che rischia di incidere sempre più pesantemente sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie.
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