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Ruspe sulle dune a Palo Rosso: esplode la protesta del Comitato Micenci
08 Giu 2026 09:00
Dopo quanto accaduto nell’ottobre del 2024 nell’area dello stabilimento balneare Aziz, un nuovo episodio di distruzione delle dune costiere scuote il litorale di Micenci. Questa volta a essere interessate sono state le dune situate all’altezza di via del Palo Rosso, un patrimonio naturale formatosi nel corso di decenni, se non addirittura di secoli, cancellato in poche ore dall’intervento di ignoti mediante l’utilizzo di mezzi meccanici.
L’episodio ha suscitato l’immediata reazione del Comitato Micenci, che denuncia la scomparsa di un ecosistema fondamentale non solo dal punto di vista ambientale ma anche per la sicurezza del territorio. Le dune, infatti, hanno svolto un ruolo determinante durante il passaggio del ciclone Harry, contribuendo a proteggere abitazioni e infrastrutture dall’impatto devastante delle onde marine.
Secondo il Comitato, quanto avvenuto rappresenta un danno gravissimo a un habitat naturale di elevato valore paesaggistico e ambientale, riconosciuto e tutelato dal Piano Paesaggistico regionale. Per questo motivo è stata formalmente richiesta alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa la verifica dell’eventuale rilascio di autorizzazioni paesaggistiche per gli interventi effettuati e, contestualmente, un intervento urgente finalizzato alla tutela dell’area e alla remissione in pristino dello stato dei luoghi.
Parallelamente il Comitato ha chiesto all’Ufficio del Demanio Marittimo di accertare se siano state rilasciate autorizzazioni per l’accesso dei mezzi meccanici sull’arenile. La vicenda è stata inoltre segnalata alla Capitaneria di Porto di Pozzallo e al Comune di Scicli.
Proprio il comportamento dell’amministrazione comunale è al centro delle critiche avanzate dagli attivisti. Il tratto costiero interessato rientra infatti nell’area destinata al futuro Parco di Micenci, previsto nello studio preliminare del nuovo Piano Urbanistico Generale. Nonostante ciò, il Comune non avrebbe adottato alcun intervento per fermare i lavori o verificare quanto stava accadendo.
Una circostanza che alimenta ulteriori polemiche considerando che il Comitato Micenci aveva già segnalato tempestivamente l’avvio dello spianamento delle dune il 31 maggio scorso. Le comunicazioni erano state inviate alla Soprintendenza, al Demanio Marittimo e allo stesso Comune quando le operazioni risultavano ancora nelle fasi iniziali e avrebbero potuto essere fermate.
L’ennesima alterazione del delicato equilibrio costiero riaccende così il dibattito sulla tutela delle dune di Micenci, considerate dagli esperti una barriera naturale indispensabile contro l’erosione marina, oltre che un habitat prezioso per numerose specie vegetali e animali. La richiesta del Comitato è ora quella di un intervento immediato delle autorità competenti per accertare eventuali responsabilità e ripristinare un ecosistema che, una volta distrutto, richiede decenni per potersi ricostituire.
Nel frattempo cresce la preoccupazione tra residenti e ambientalisti, che vedono nella progressiva scomparsa delle dune non solo una perdita paesaggistica, ma anche un aumento della vulnerabilità del territorio di fronte agli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti lungo le coste siciliane.
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