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Elezioni Ispica, è ballottaggio: Muraglie in testa e Arena al secondo posto. Si guarda al prossimo turno
25 Mag 2026 23:21
Con ben 11 sezioni scrutinate su 14 (8.337 voti totali per i sindaci e 7.719 per le liste), lo scrutinio ad Ispica è ormai alle battute finali. Anche se i dati mantengono il carattere di ufficiosità e non definitività, i distacchi e le proporzioni consolidano un trend ormai irreversibile per la corsa alla carica di primo cittadino. Sarà ballottaggio. Per un periodo si era pensato che un calcolo di voti dalle sezioni avrebbe potuto portare il candidato Muraglie a oltre il 40% portando così alla sua conferma a primo turno. Ma si trattava di un calcolo errato. I dati parlano di altre percentuali, positive per Muraglia ma non tali da consentirgli il lasciapassare la primo turno.
Ecco l’analisi dettagliata della situazione, partendo dai candidati sindaco per poi passare alla radiografia del voto di lista.
Analisi candidati sindaco: ballottaggio sicuro
La forbice dei consensi conferma che nessun candidato supererà la soglia utile per una vittoria al primo turno (che in Sicilia è fissata al 40% dei voti validi). Il dato proietta matematicamente la città verso il secondo turno.
La classifica dei sindaci (11/14 sezioni)
- Muraglie Pierenzo: 2.824 voti (33,87%) – Si conferma saldamente in testa. Rispetto alle prime sezioni cala leggermente in percentuale (era al 34,8%), ma consolida la pole position per il secondo turno.
- Arena Serafino: 1.649 voti (19,78%) – Tiene la seconda posizione e stacca il pass per il ballottaggio.
- Monaca Paolo: 1.450 voti (17,39%) – Resta fuori dai giochi per il secondo turno. Nonostante un buon recupero rispetto all’inizio dello scrutinio (accorcia a circa 200 voti da Arena), il distacco è ormai incolmabile nelle ultime 3 sezioni.
- Cafisi Tonino: 1.217 voti (14,6%) – Sorpassa sul finale Galifi, piazzandosi al quarto posto.
- Galifi Angelo: 1.197 voti (14,36%) – Scivola in ultima posizione, chiudendo il blocco del centro-destra diviso.
Chi va al ballottaggio?
Il secondo turno sarà una sfida diretta tra Pierenzo Muraglie e Serafino Arena. Il dato politico macroscopico è la forte frammentazione: Muraglie parte con un vantaggio ponderoso di ben 14 punti percentuali (circa 1.175 voti di scarto su questo parziale). Per ribaltare il risultato, Arena dovrà necessariamente cercare l’apparentamento o il sostegno strutturale delle coalizioni escluse (Monaca e l’area di centro-destra di Cafisi e Galifi).
analisi dei voti di lista: il peso delle coalizioni
Il quadro delle liste (7.719 voti scrutinati) offre spunti di riflessione clamorosi, evidenziando un forte fenomeno di voto disgiunto e asimmetrie profonde tra i voti ai leader e quelli alle sigle.
focus e curiosità politiche sulle liste
- Exploit delle liste di Muraglie: Le tre liste a sostegno di Muraglie trascinano la coalizione. Insieme (Muraglie Sindaco 20,97% + Libera e Forte 12,73% + Pensiamo Ispica 4,20%) sommano ben il 37,9% dei voti di lista. Un dato superiore persino alla percentuale del candidato sindaco stesso (33,87%), segno che Muraglie ha subìto un leggero voto disgiunto a svantaggio di altri candidati sindaci, ma la sua coalizione è la più forte in consiglio.
- Il paradosso di Arena (Meno liste, più traino personale): Le liste di Arena sommano il 15,9% (Controcorrente 10,25% + Arena Sindaco 5,65%). Eppure, Arena come sindaco incassa il 19,78%. Significa che Arena ha intercettato un forte voto disgiunto positivo: molti elettori di altre liste (probabilmente di centro-destra o area Monaca) hanno sbarrato il suo nome come sindaco.
- Il crollo del Partito Democratico: È il dato politico più nitido sul fronte dei partiti tradizionali. Mentre la lista civica di Paolo Monaca (Sud Chiama Nord) tiene bene all’8,86%, il simbolo ufficiale del PD sprofonda a un marginale 2,22% (appena 171 voti). Monaca, con il suo 17,39% personale, ha triplicato il valore complessivo delle sue liste (ferme all’11,37% combinato), dimostrando un fortissimo appeal personale non supportato dai simboli.
- Il Centrdestra unito sarebbe stato prima forza: Se sommiamo i voti di tutte le liste di area centro-destra divise tra Galifi e Cafisi (Forza Italia, FdI, MPA, Noi Moderati e le civiche collegate), la coalizione teorica supererebbe il 34,8% dei voti complessivi. La divisione interna non solo ha spento il sogno del ballottaggio per i singoli candidati, ma ha frammentato un tesoretto di voti consiliari che ora diventerà l’oggetto del desiderio per i negoziati del ballottaggio.
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