Ragusa: 14,7% delle imprese in sofferenza, cresce il rischio usura

Nelle settimane che precedono il Natale cresce il rischio di usura anche a Ragusa, dove il 14,7% delle imprese presenta sofferenze finanziarie rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, sulla base di una recente indagine sulle difficoltà economiche delle aziende italiane, con dati aggiornati al 30 giugno 2025.

Secondo la Cgia, le festività aumentano le pressioni sociali e finanziarie sugli italiani, spingendo circa 800mila persone a ricorrere al credito al consumo per finanziare regali e acquisti natalizi tramite prestiti personali. “È importante chiedersi se tutti i prestiti siano stati richiesti a istituti ufficiali o se alcuni abbiano cercato sostegno presso conoscenti o circuiti non regolamentati, con offerte potenzialmente rischiose”, avverte l’Ufficio studi.

Il fenomeno non riguarda solo i consumatori, ma anche artigiani e piccoli commercianti, che non beneficiano di entrate certe o della tredicesima. La stretta creditizia degli ultimi anni ha reso ancora più difficile l’accesso al credito: negli ultimi 12 anni le imprese italiane hanno perso 350 miliardi di prestiti bancari, pari a un calo del 34,4%.

La situazione a Ragusa, con un incremento delle imprese in sofferenza pari al +14,7% rispetto al 2024, rende urgente il potenziamento delle risorse del Fondo di prevenzione dell’usura, unico strumento valido a sostenere chi si trova in condizioni di vulnerabilità economica.

Le altre province siciliane evidenziano trend simili: Siracusa registra un +15,8% di aziende in sofferenza, mentre il Mezzogiorno complessivamente è l’area più a rischio, con 42.032 imprese in difficoltà (+6,3% rispetto al 2024).

Il messaggio della Cgia è chiaro: servono interventi mirati per proteggere cittadini e imprese dal rischio di usura, soprattutto in periodi di forte pressione come le festività natalizie.

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