L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa ha pubblicato un avviso pubblico per il conferimento di incarichi libero-professionali destinati a medici in quiescenza, con l’obiettivo di rafforzare i servizi ospedalieri e garantire la continuità assistenziale. Il provvedimento è stato formalizzato con la delibera n. 563 del 14 marzo e rientra nelle azioni avviate dalla Direzione strategica per […]
Aids a Ragusa: diagnosi tardive, meno giovani e più over 50
09 Set 2025 09:20
Il nuovo report dell’Assessorato regionale alla Salute, pubblicato dall’Osservatorio Epidemiologico, offre una fotografia aggiornata dell’evoluzione della malattia nell’Isola ed in provincia di Ragusa
La situazione in provincia di Ragusa
Nella provincia iblea i casi complessivi diagnosticati e registrati sono stati 95, con 5 nuove diagnosi nel triennio 2022-2024. Il tasso medio di incidenza nell’ultimo triennio è pari a 0,52 casi ogni 100.000 abitanti, un dato che colloca Ragusa leggermente al di sotto della media regionale (0,73), ma superiore rispetto a realtà come Enna (0,22) e Agrigento (0,40). Il centro di riferimento rimane l’ospedale Maggiore di Modica, che nel triennio ha notificato due nuovi casi.
Sicilia orientale più colpita
La distribuzione geografica mostra come la Sicilia orientale (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna) registri un’incidenza più alta (0,78) rispetto alla Sicilia occidentale (0,69). In particolare Catania è la provincia con i valori più elevati: 36 nuove diagnosi negli ultimi tre anni e un tasso di 1,12 per 100.000 abitanti.
Età e modalità di contagio: lo spostamento verso le fasce adulte
Se negli anni ’80 il 49% delle diagnosi riguardava giovani tra i 20 e i 29 anni, oggi l’incidenza maggiore si osserva tra gli over 50: nel 2024 oltre la metà dei nuovi casi in Sicilia ha interessato persone con più di 50 anni. L’età media alla diagnosi è passata dai 31 anni degli anni ’80 ai 48 anni di oggi. Sul fronte della trasmissione, il quadro è radicalmente cambiato: la tossicodipendenza, che negli anni ’80 rappresentava oltre l’80% dei casi, oggi non compare più. La modalità prevalente è quella dei rapporti sessuali, con una crescita dei contagi attribuibili sia a rapporti eterosessuali (40% nel 2024) sia omosessuali (59% nel triennio 2020-2023).
Il nodo delle diagnosi tardive
Un dato che preoccupa riguarda le diagnosi tardive: l’87% dei pazienti ha scoperto la propria sieropositività meno di sei mesi prima della diagnosi di AIDS conclamato. Ciò significa che gran parte delle persone non beneficia della terapia antiretrovirale nelle fasi iniziali dell’infezione, con conseguenze cliniche più gravi. Nel 2024, addirittura, il 95% dei pazienti diagnosticati non aveva ricevuto trattamenti pre-AIDS.
Cosa dicono i dati di Ragusa
Ragusa si colloca su una linea intermedia: non è tra le province con i numeri più alti, ma la curva non accenna a scendere. Il quadro locale riflette le tendenze regionali: maggiore incidenza nelle fasce adulte e incremento dei casi legati alla trasmissione sessuale. La presenza di pochi centri notificatori (principalmente Modica) può inoltre determinare sottostime o ritardi di comunicazione, fattore che rende più difficile avere un quadro tempestivo e completo.
Prevenzione e consapevolezza
La relazione regionale si chiude con un richiamo netto: “È importante perseverare nell’opera di educazione sanitaria e nelle campagne di prevenzione mirate”. La provincia di Ragusa, con i suoi 95 casi storici e una popolazione relativamente giovane, rappresenta un osservatorio significativo: qui la sfida è rafforzare l’informazione tra i più giovani, spesso inconsapevoli dei rischi, e stimolare i controlli periodici che restano l’unico strumento per anticipare la malattia e rendere efficace la terapia.
© Riproduzione riservata