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A NISVETA, LETTERA AD UNA AMICA SPECIALE
20 Dic 2012 14:50
Ho scritto una mail alla mia cara amica Nisveta Kurtagic Granulo ma lei non la leggerà mai. Se n’è andata così come è arrivata, come una stella cometa che illumina gli uomini in una notte buia. Come artista ed architetto sono state scritte tante belle parole da critici e giornalisti ma quelle più belle gliele dedicheranno sicuramente le persone che l’hanno conosciuta nella sua umanità, nel suo “Io”.
Ho sempre pensato che lei fosse una persona speciale. E la nostra ultima giornata speciale è stata a Roma, in via Margutta, tra le botteghe degli artisti e poi a Piazza di Spagna quasi da turiste. Erano belli i mondi di Nisveta, quelli che con certosina pazienza con china, oro e argento impregnava le sue opere, quelle che parlavano all’anima: “L’equilibrio della vita- mi disse al nostro primo incontro- viene quasi sempre da figure solari che arrivano in aiuto dopo i tuoi momenti di sofferenza”.
Ed il sole è stata una componente quasi stabile nelle sue opere, è la personificazione della vita che rinasce. . “Gli alfabeti del sole” è stato anche il titolo di una sua mostra alla Koinè di Scicli nel 2006, atmosfere africane vissute a Mali, incontri magici ed armoniose con la natura. Quel sole, quella stella che anche in Sicilia ha saputo darle tanta sicurezza ora le ha aperto le braccia per sempre. A volte parlavamo della sua Sarajevo, della guerra, della sua fuga con le piccole Ena e Nola ma la sofferenza era sempre accennata mai mostrata del tutto poiché la nuova vita a Modica, la sua rinascita la sua affermazione come donna e come artista ora parlavano al positivo. E Lei pensava sempre positivo. Lei aveva sempre una parola di conforto per tutto, anche per un banale mal di gola: “ metti un miscuglio di pepe nero e miele nella parte esterna della gola per tutta la notte, vedrai, domani sarai guarita.
E’ un rimedio un po’ strano della mia nonna ma funziona!“. Mi disse così una delle ultime volte che ci sentimmo. Ho provato un dolore immenso alla notizia della sua scomparsa ma subito dopo mi è venuta in mente una’altra sua frase, anche questa faceva capo alla sua mitica nonna, che può essere tradotta semplicemente in “Ad ogni cosa negativa che ti accade ricorda che subito dopo ne verrà fuori una positiva”. Ed è per questo che voglio pensare che questo è solo un altro dei suoi tanti viaggi per il mondo, in India, in Giappone, in America Latina, in Spagna, in Africa dove fotografava immagini uniche e dove si soffermava a studiare anche un piccolo fiore, con la sua corolla ovvero la sua “Mandala” come Nisveta amava dire. Il mondo era la sua casa e da ogni viaggio portava dentro di sé un arricchimento spirituale unico ed un equilibrio sempre più intenso tra lei e la natura: “L’ambiente -diceva- è lo specchio della nostra anima che ha tanto bisogno delle vibrazioni della natura”.
Era il suo credo anche nella bioarchitettura quella che ritrovava nelle zone più remote della terra ,come a Djenné, dove il cemento non aveva ancora “fatto vedere il suo muso spigoloso” e da dove traeva spunto per dipingere “Bogumili”, “Tracce”, “Le memorie appese”, “Alhambra”, “Incontri” ed cento altre opere ancora, esposte in gallerie e collezioni private in Italia, Austria, Spagna, Regno Unito, Bosnia Erzegovina, Croazia, Stati Uniti, Russia, Nuova Zelanda, Australia… E mi piace pensare che in questo momento la sua acquaforte dal titolo “Aldilà” sta già abbellendo il Cielo!
Ciao mia cara amica, ho trovato in un catalogo una tua dedica: mi consola ma mi manchi lo stesso.
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