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INCONTRO INFORMATIVO SULL’INVALSI
15 Mag 2012 04:00
Si è tenuto il 14 maggio presso la sala Mandarà l’incontro informativo sull’ Ivalsi, organizzato dal direttivo della consulta giovanile dell’ istruzione.
I relatori, che vi hanno partecipato sono stati l’assessore alla pubblica istruzione, Avv. Pietro Gurrieri, il presidente della consulta giovanile, Ing. Marco Di Corrado, i docenti della scuola pubblica On Luca Cangemi e la Dott.essa Anna Maria Mezzasalma.
Presenti anche i rappresentati sindacali degli insegnanti e degli studenti, quali: Uds, Cisl, Scuola Cobas, Cgil, Gilda e comitato Scuola Pubblica.
L’ Invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione)è un ente nato da scelte che accomunano tutti i Paesi Europei, e non solo, a favore di una cultura della valutazione, con il fine di osservare e ottimizzare il sistema di istruzione.
Ma si apporteranno, realmente, miglioramenti alla scuola?
I partecipanti, con argute analisi, hanno sottolineato i pro e contro.
Gli stessi, infatti, non sono contrari alla cultura della valutazione, in sé, ma sono solo preoccupati delle metodologia scelte, delle spese esorbitanti (8 milioni di euro nel 2011), della standardizzazione della conoscenza e dell’allenamento meccanico alle prove Invalsi che si è generato.
Inorridiscono di fronte agli algidi termini quali: “test”, “somministrazione”, “addestramento” ecc.
Spiegano come il sistema dei quiz, di per sè, oltre che ad alimentare l’acquisto di libri di testo creati ad hoc, nullifichi le potenzialità, le capacità di analisi, il piacere di arrovellarsi, insomma l’essere critici.
Non essere sensibili al problema sarebbe un atto di irresponsabilità per la formazione delle generazioni future, che si trasformerebbero in androidi spersonalizzati.
Piuttosto che figli del cogito ergo sum o soggetti pensanti, si rischia di essere declassati a numeri, simboli,“crocette”.
Ed è così che si sentono una parte dei giovani, rappresentanti da Carlo Trainito, segretario dell’Unione Degli Studenti, che promettono di boicottare i test e indossare una maschera, durante la somministrazione dei test, recante sopra la famigerata“ crocetta”, a testimonianza della loro voglia di essere soggetti pensanti e non omologati.
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