SVILUPPO SÌ, MA SOSTENIBILE. SENZA ECCEZIONI

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Sarà all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale la discussione e la relativa votazione di 2 importanti atti:

–          IL PIANO PER L’UTILIZZO del DEMANIO MARITTIMO (PUDM o Piano Spiagge)

–          LA VARIANTE al PRG per la COSTRUZIONE di NUOVI INSEDIAMENTI TURISTICI

 

Sono atti di una certa rilevanza e le decisioni che verranno prese avranno, in senso positivo o negativo, un impatto significativo  sul nostro futuro, su quello dei nostri figli e su quello della nostra economia nei prossimi anni.

È necessario pertanto analizzare attentamente le possibile ricadute, valutando con coscienza, al di là di possibili posizioni di comodo e/o di convenienza politica e non solo, andando oltre ogni “particolarismo”.

Le scelte errate del passato (come ad esempio l’estrema cementificazione della nostra costa) fanno sentire i propri effetti deleteri ancora oggi dopo circa 30-40 anni; intendiamo pertanto fare delle scelte serie e consapevoli, entrando nel dettaglio dei provvedimenti.

 

La variante al PRG per la costruzione di 23 (presunti) alberghi è il provvedimento più complesso dei due; investe una fascia molta ampia del nostro territorio comunale, con una distribuzione piuttosto razionale ed omogenea, ma con una maggiore densità nella zona di Torre di Mezzo/Punta Braccetto.

I punti a favore di questa variante sono:

–          lo sviluppo economico e l’occupazione.

–          La possibilità di convertire parte della nostra economia principale (l’agricoltura).

–          La possibilità di creare flussi turistici significativi e la conseguente ricaduta positiva sull’intera nostra economia locale, non solo nel periodo estivo.

–          Maggiore sostegno alle casse comunali visti i maggiori entroiti tributari (oneri di fabbricazione e di urbanizzazione e ICI) e quindi la possibilità di investire in opere.

–          La creazione di servizi pubblici e piccole infrastrutture connesse con le nuove costruzioni (bagni, parcheggi, verde pubblico, ecc…).

 

Ma quanti di questi alberghi verranno realmente realizzati e quanti resteranno nella disponibilità di chi ha presentato i progetti sino alla loro realizzazione e avvio, o piuttosto quanti verranno ceduti immediatamente alla gradi catene alberghiere? Siamo realmente pronti per uno sviluppo di queste proporzioni? O meglio: cosa dobbiamo prevedere, oltre le varianti al PRG, per essere realmente a pronti e preparati ad una sfida di siffate proporzioni? Che impatto avrà a livello ambientale questa nuova cementificazione?.

Sono domande leggittime e solo per alcune di esse possiamo tentare di abozzare delle risposte sensate.

Nella variante in discussione sono stati previste dai tecnici comunali alcune importanti limitazioni, quali:

–          l’indice di fabbricazione sarà di 0.75 m3/m2, simile a quella dei fabbbricati agricoli

–          si potranno realizzare massimo 2 piani, per 8 metri di altezza massima.

–          la destinazione d’uso non potrà mai essere variata, pena la decadenza immediata della concessione (cioè non si potranno creare mini appartamenti).

–          Si dovrà completare e collaudare la struttura entro un periodo di tempo ben determinato.

–          Il 30% dell’area verrà ceduto per opere a disposizione della collettività (verde pubblico, parcheggi, ecc…).

 

Per quanto attiene il discorso ambientale, sono previste le seguenti limitazioni:

–          l’utilizzo della rete idrica comunale sarà esclusivamente per usi idropotabili, mentre le stutture dovranno prevedere serbatoi separati per l’irrigazione.

–          Lo scarico nella conduttura pubblica potrà avvenire solo mediante pre-trattamento, in modo da non appensatire ulteriormente il nostro depuratore, già in stato comatoso.

–          Le strutture in cui non sarà possibile connettersi con la fognatura dovranno fornirsi di impianto di trattamento biologico, in modo da ottenere per lo scarico, i parametri di legge previsti per la ferti-irrigazione (emendamento di Progetto Santa Croce)

–          Per ciò che attiene il consumo energetico sarà necessario autoprodurre energia mediante fotovoltaico integrato (non panneli a terra), per un minino di 19 KWp (emendamento di Progetto Santa Croce).

Queste limitazioni sono assolutamente necessarie, al fine di evitare che la creazione di questi nuovi edifici possa avere un effetto negativo sulla qualità delle vita dei nostri concittadini e sui servizi pubblici attualmente esistenti (acqua potabile, luce elettrica, sistema fognario e di depurazione).

Più in generale questo è l’atteggiamento che deve perseguire un’opposizione responsabile, che analizza lo sviluppo in modo sereno e positivo, ma che nello stesso tempo guarda anche ai possibili effetti negativi, proponendo soluzioni alternative: lo sviluppo non può mai andare contro l’esistente.

Se troveremo il consenso su questi principi cardine e su questo “modus operandi”, non avremo alcuna remora a fare le nostre scelte, in modo consapevole. Con determinazione.

 

 

Per quanto attiene il Piano Spiagge, le modifiche apportate dai progettisti, rispetto alla situazione attuale, sono veramente minime: è prevista solo la razionalizzazione delle strutture esistenti e il loro adeguamento normativo, essendo di per sè già regolari. Non sono previsti nuovi stabilimenti balneari, soprattutto a causa delle condizioni di dissesto idrogeologico della costa e della sua continua erosione, che impediscono giustamente il sorgere di insediamenti di questo tipo. Sarà realizzata, per obblighi di legge, solo una zona per ricovero di animali, la cui balneazione è vietata.

In questo caso però sono necessari e prioritari una serie di interventi concertati e tempestivi per la salvaguardia della costa: non ci sembra che Comune e Provincia stiano agendo in questa direzione: il discorso dei “pennelli a mare” da realizzare mediante sabbia prelevata dai nostri fondali marini non ci sembra la soluzione ideale, soprattutto nel numero e nella dislocazione degli stessi. Così come ci vede assolutamente contrari la realizzazione del muro di contenimento in cemento armato nella spiaggia delle Anticaglie: di fronte però al’approvazione della Sovraintendenza ai Beni Culturali, già ottenuta nei mesi scorsi, è veramente difficile opporsi.

Non vorremo che si passasse dall’errore molto grossolano (come le dimensioni della ghiaia riportata nelle spiagge) del “rispascimento morbido” a quella ancor più grave di un muro in cemento armato in una zona di interesse archeologico e in una delle spiagge naturalisticamente più belle della nostra costa e non solo.

 

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